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battipagliese. Forza presidente adesso non mollare… l’opinione di Andrea Laganà

Ho avuto il piacere di conoscere Mario Palmentieri due anni fa. Seguivo per “Il Mattino” il Real Pontecagnano in Promozione, squadra di cui Palmentieri era presidente. Da subito ebbi l’impressione di una persona passionale. Ma quando dico “passionale” intendo dire appassionata a quello che stava facendo, innamorata del calcio. L’anno scorso, poi, quando è diventato presidente della Battipagliese, il direttore sportivo Carmine Guariglia mi ha voluto nella “famiglia” bianconera e Palmentieri non ha fatto altro che confermare le prime impressioni che mi ero fatto su di lui. Mai ho visto una persona fare calcio senza apparenti scopi di lucro. Qui a Battipaglia sono giunti sempre avventori che hanno fatto calcio con la speranza di raccogliere voti per elezioni comunali o provinciali o regionali, costruire palazzi, raccogliere sponsorizzazioni cittadine ed “europee” per poi sparire. Uno, massimo due anni di calcio e poi via. Spariti, morti. Palmentieri è arrivato in punta di piedi (anche se la sua presenza fisica non glielo permetterebbe), timidamente. Ha messo su il suo progetto, la sua idea di fare calcio. Ha sbagliato, è vero, ha fatto qualche errore in questi due anni ma sempre in buona fede. Dopotutto solo chi non fa, non sbaglia. Riconfermare Tudisco dopo la sconfitta del play off col Cervinara è stato un errore. Smantellare completamente la buona squadra della passata stagione è stato un errore. Ma ha ragionato solo ed esclusivamente di testa sua, senza alcun tipo di infiltrazione esterna. Ma adesso che ha sbagliato cosa vogliamo fare? Metterlo in croce? Non serve. La maggior parte degli sponsor che erano al suo fianco l’anno scorso sono improvvisamente evaporati. Il Comune è sempre stato col fiato sul collo per avere i pagamenti (spesso anche in anticipo) delle rette del “Pastena” dando in cambio “zero servizi”. Tutto il pallone che sta facendo lo sta facendo solo ed esclusivamente a sue spese e della sua famiglia (insieme a 2-3 amici “sponsor” rimasti). A inizio stagione ha fatto un investimento importante (e non parliamo di spicci) quale quello di comprare un centro sportivo dove far crescere e maturare il settore giovanile. Chi presidente ha mai fatto una cosa del genere? Siamo così convinti che fuori alla porta di casa ci sia la fila di persone pronte ad investire nel calcio a Battipaglia? Io non credo proprio…Ed è proprio in questo momento, quello più delicato della sua gestione, il più difficile, che bisogna stringersi vicino a lui e a Pasquale Santosuosso. Volendo oppure non dovranno, saranno loro due a tirarci via da questo momento particolare. Dobbiamo solo fidarci, tutto qua. E allora forza presidente, ora, proprio ora è il momento di non mollare!
P.S. Tatanka ha rassegnato le dimissioni. Nessuno sentirà la sua nostalgia. Ciao.

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Battipagliese. Contro il Solofra niente scherzi

Dopo due sconfitte consecutive, la Battipagliese è chiamata a fare risultato domenica al “Pastena” contro il Solofra. Il risultato è unico: la vittoria. Senza attenuanti. Il cambio di allenatore ha messo la squadra ha un bivio da cui non si può più tornare indietro. Santosuosso ha avuto a disposizione una settimana intera di lavoro per provare uomini e schemi da utilizzare contro i conciari e dalle indicazioni sul campo sembrano pochi i cambiamenti che verranno attuati rispetto alla gestione Tudisco. Rimane Antico tra i pali; ritorna Nettis dopo la squalifica nei quattro di difesa a destra con il 2000 Mogavero a sinistra e al centro riconfermati Criscuolo e Mangiapia: centrocampo composto dall’ultimo arrivato in casa bianconera Adiletta, Di Deo e Blasio mentre in avanti spazio a Borrelli, Saurino e Cibele. Dubbi sull’utilizzo di quest’ultimo che potrebbe essere scansato nelle gerarchie da Troiano. La gara avrà inizio alle ore 15 e 30. Ingresso unico 5 euro.

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Battipagliese, lite Borrelli-De Giorgi: multa e scuse

All’indomani della rissa scoppiata in allenamento tra l’attaccante Borrelli e il difensore De Giorgi, la Battipagliese rompe il silenzio e annuncia di aver immediatamente richiamato i due calciatori e di aver comminato ad entrambi una multa per il comportamento poco disciplinare mostrato durante la seduta di ieri pomeriggio. A distanza di poche ore sono arrivate anche le scuse dell’attaccante bianconero su facebook: “Chiedo scusa alla società, allo staff, alla squadra e ai tifosi di quello che è accaduto oggi (ieri n.d.r.) in allenamento. Mi assumo le responsabilità e non capiterà mai più una cosa del genere. Ci siamo immediatamente chiariti io e Francesco (De Giorgi n.d.r.): è stato uno sfogo. Già nello spogliatoio ci siamo scusati entrambi. Scusatemi ancora!”.
Intanto il tecnico Pasquale Santosuosso ha provato questo pomeriggio al “Pastena”, nell’allenamento di avvicinamento al match di domenica con il Solofra , due nuovi elementi che a breve, molto probabilmente, verranno ufficializzati dalla società bianconera. Si tratta di Marco Adiletta, centrocampista classe 1996, ex Agropoli e Nocerina, ed Antonio Donnarumma, difensore classe 1998, ex Agropoli.

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Battipagliese, lite in allenamento. Borrelli allontanato

Inizio di settimana di allenamenti burrascosa in casa Battipagliese. Dopo la sconfitta di Maiori contro il Costa d’Amalfi, le zebrette si sono ritrovate questo pomeriggio allo stadio “Pastena” per preparare la gara di domenica contro il Solofra ma le scorie della sconfitta di domenica scorsa non erano ancora passate, anzi. L’attaccante Luca Borrelli, infatti, dopo un semplice scontro di gioco è venuto alle mani con un calciatore under presente in rosa. Immediatamente è intervenuto il tecnico Santosuosso che ha invitato l’ex Afragolese ad andarsi a fare la doccia anzitempo.
Nel mirino della società bianconera in chiave mercato ci sono il centrocampista Adiletta e il difensore Donnarumma. Il primo è un ottimo elemento che ha vestito le casacche di Nocerina ed Agropoli mentre il secondo è un classe 1998 ed è un jolly difensivo che può giocare sia a destra che a sinistra nella retroguardia.

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Battipagliese, testa bassa, umiltà e sacrificio…. l’opinione di Andrea Laganà

C’è poco da raccontare sulla gara di domenica a Maiori. Male, tutto male, molto male. Non si è salvato praticamente nulla della prestazione bianconera contro un Costa d’Amalfi assetato e voglioso di fare bene dinanzi ad un avversario cotanto blasonato quale si forgia di essere la Battipagliese. Santosuosso ha avuto un allenamento e mezzo per conoscere la squadra e se dopo nemmeno quarantacinque minuti di gara ne ha sostituiti tre vuol dire che qualcosa non va. C’è da migliorare, e anche tanto. Innanzitutto sull’aspetto difensivo perché da inizio campionato questa Battipagliese ha sempre subito gol. Che arrivi da palla attiva o inattiva poco importa. Il diktat di Santosuosso è sempre quello di non prenderle e poi darle, lo sappiamo bene. Quanti 1-0 abbiamo visto con lui sulla panchina? Non vedremo calcio champagne, anche questo lo sappiamo bene. Ma vedremo vittorie, è quanto basta, in un campionato dal livello basso, sempre più basso. I valori generali sembrano appiattirsi verso un “Cervinara ed Agropoli avanti a tutti e dietro tutti quanti”. Se riusciamo ad inserirci in mezzo a quelle due lì tanto di guadagnato altrimenti sarà un altro campionato di passione misto a delusione. Le attenuanti sono finite. Le risposte che dovevamo avere le abbiamo avute. Tudisco ha alzato la mano ed è andato via. La società ha parlato e ha preso quello che di meglio c’era attualmente sulla piazza. La tifoseria è ritornata compatta al capezzale zebrato. Gli unici che finora sono rimasti intatti e coccolati in un angolo sono stati i calciatori. Da loro le risposte tanto attese non sono arrivate. Ecco, è il momento che anche loro comincino a dare il loro serio contributo a questa causa. Santosuosso li vuole incazzati. Bene, che si incazzino allora. Una scrematura verrà fatta, quasi sicuramente. Qualcun altro arriverà, quasi sicuramente. Ma le parole d’ordine devono essere sempre le solite: testa bassa, umiltà e sacrificio.

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battipagliese. “Chissà’ questo dove vuole arrivare…” … l’opinione di Andrea Laganà

E mò? Io avevo in mente di scrivere altro e invece Palmentieri è stato capace di sorprendermi anche questa volta. Lo fa sempre. Mi crolla la certezza di tutto. Con oggi viene meno quella convinzione a cui mi ero sentimentalmente affezionato: Tudisco e Palmentieri sempre insieme, nella buona e nella cattiva sorte. Ha combattuto contro tutto e tutti il presidente pur di tenere il tecnico siciliano sulla panchina bianconera ma mai affronto fu più grave della sconfitta in casa, per di più in rimonta, contro l’ amato-odiato Villecco della Picciola. Sacrilegio. Ho sempre amichevolmente consigliato al presidente di fare di testa sua, sempre. Di sbagliare ma di sbagliare con la sua testa. Di avere ragione ma di avere ragione con la sua testa. Anche quando ha combattuto un’intera tifoseria pur di mantenere Tudisco, io l’ho apprezzato. “Quella è la proprietà…” ha sentenziato un pomeriggio d’agosto il mio amico Lucianiello Capaccio. E in fondo ha ragione (come sempre) Lucio. Lui è la proprietà, lui decide, lui coi suoi soldi fa quello che vuole. E allora Tudisco resta. Ma quello che mi ha sempre sorpreso più di tutto è stato proprio Tudisco. A parte Palmentieri, non lo voleva nessuno a Battipaglia, né l’anno scorso né quest’anno. Eppure è rimasto al suo posto. Ha beccato insulti, cori, offese ma lui rimaneva lì, sotto braccio col presidente Palmentieri. E a me veniva sempre in mente quella scenetta di Totò, quella di “che so Pasquale io?”, quella di “…chissà questo dove vuole arrivare”. Non c’è riuscita la sconfitta in casa col Sorrento, la difesa a 3 schierata a Casalbuono contro il Valdiano con un uomo in più per 70 minuti, la sconfitta di Pontecagnano con il Faiano, l’umiliazione nei play off in casa con il Cervinara, il “toglietevi un poco davanti” contro il Real Palomonte in coppa Italia ma bensì una buona squadra di Promozione, qual è la Picciola, al cospetto di Palmentieri. Piango.
Chi verrà? Cosa farà? Chi preferisci? Verrà lo “zingaro”? L’ebolitano? Non lo so, non ho idea. So, però, che basta poco, davvero pochissimo per vincere questo scarso campionato d’Eccellenza. Il tempo è dalla nostra parte.
P.S. Domenica sera a fine partita sono tornato a casa e ho aperto la mia collezione di album Panini, quello delle figurine, avete presente? Ho cercato il nostro scudetto quando frequentavamo la serie C. Ho letto la didascalia e sotto a “colori sociali” c’era scritto bianco e nero. Ma non mi sono fidato, non ne ero convinto. E allora ho chiamato il fido storico giornalista nonché amico Paolo De Vita e anche lui mi ha confermato che i colori sociali della Battipagliese sono il bianco e il nero. Non ho voluto svegliare il professor Telese, sarebbe stato troppo. Mi sono fidato di Paolo. E allora mi chiedo: perché “cacchio” non giochiamo con la maglia bianconera? Ecco…

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Battipagliese. Cari tifosi, è il momento di stare uniti….l’opinione di Andrea Laganà

andrea lagana1Le divisioni nel tifo bianconero ci sono, lo sappiamo. Lo strappo è avvenuto in estate e il motivo del contendere è la posizione di Tudisco sulla panchina della Battipagliese. C’è chi non lo vuole e allora diserta lo stadio “Pastena” ma segue la squadra in trasferta e c’è a chi la posizione del tecnico gli è completamente indifferente e allora è presente in tribuna e fa il tifo normalmente sia in casa che fuori. Contro ci sono due generazioni diverse: c’è quella che è cresciuta a Barbera e champagne, ha goduto alla “Favorita”, ha vissuto gli anni d’oro e trasferte magiche; dall’altra parte c’è quella che l’incubo di Palazzolo se lo sogna ancora oggi, quella che se gli dici Fabio Marzio risponde automaticamente “Alleruzzo al 93’”: insomma due mondi diversi ma per nulla contrapposti, semplicemente consequenziali. Vi pensate che alle nuove generazioni non sarebbe piaciuto vivere la trasferta di Terni, Ascoli, Perugia? E’ solo che la carta d’identità in alcuni casi è inclemente. Non può e non deve esserci rivalità in questi due mondi, ci dovrebbe essere familiarità come quando il padre insegna al proprio figliolo ad andare in bicicletta: lo lancia sulla strada con le rotelle, poi le leva, gli mette una mano sotto il sellino e lo fa pedalare. Oggi cadrà ma domani si rialzerà e potrà pedalare da solo. E’ una semplice metafora che sta a significare quanto sia importante il passato in una tifoseria ma, soprattutto, quanto sia importante dare un futuro a quei colori e a quella passione. Ragazzi, parliamoci chiaro, siamo figli della stessa terra, nelle vene di ognuno di noi scorre lo stesso sangue bianconero, apparteniamo alla stessa famiglia indipendentemente da Tudisco perché oggi lui c’è e pazienza ma domani andrà via ma quella maglietta rimarrà ancora là. Il lavoro certosino che sta facendo il presidente Palmentieri per ricucire lo strappo è invidiabile. Quale presidente si sarebbe preso il lusso di mettersi in mezzo, provare a fare da paciere? Sarebbe stato più comodo prendere la palla al balzo, salutare tutti e passare la mano con la solita vecchia dichiarazione: “A Battipaglia non si può fare calcio, fatelo voi!”. E arrivederci e grazie. E invece no. E allora, unità, unità e assolutamente unità. 
P.S. Per quanto riguarda il campo: Cibele continua ad essere impresentabile ogni domenica su un campo da calcio. Spazio a Gassama (poi un giorno vi racconterò la sua/ nostra storia che ci lega a questo ragazzo) se sta bene. Quattro partite ufficiali con due vittorie e due pareggi: Tudisco deve continuare a rimanere lì al suo posto. Sta facendo un lavoro egregio. Pazienza e fiducia.
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Vittoria sofferta della Battipagliese contro l’ Eclanese

Battipagliese. Vittoria sofferta contro l’ Eclanese  

Conquistati tre punti importanti, ma c’è ancora tanto da lavorare sul piano tecnico.

Forse non bella, ma sicuramente con un grande carattere la Battipagliese di mister Tudisco porta a casa tre punti.

Un primo tempo da dimenticare, tante le occasioni sprecate dai bianconeri che non riescono ad essere incisivi nella fase finale del gioco. La prima parte della gara si conclude 0 – 0. Nella seconda fase di gioco è l 'Eclanese a passare in vantaggio, al 10’,  Lamberti recupera palla e supera Nettis in velocità crossa per Palumbo che colpisce la palla di testa e sorprende Gravagnone. Sotto di un goal i ragazzi di Tudisco non si demoralizzano e tentano subito di ristabilire l’equilibrio rendendosi pericolosi Borrelli che di testa indirizza la palla verso la rete, ma un attento Zeoli nega la gioia del pareggio. Passa solo un minuto e  Borrelli ci riprova, ma l’estremo difensore dell’ Eclanese ancora una volta dice no. Bisogna attendere il 20’, quando Troiano su calcio di punizione riporta in parità il risultato. Le zebrette insistono, cercano in tutti i modi vincere la partita, e al 39’ Gassama parte in contropiede e supera Zeoli in uscita depositando la palla in rete portando Battipagliese in vantaggio.  "Non è stata una partita bella tecnicamente abbiamo avuto qualche occasione anche se non siamo stati pericolosi,  poi nel secondo tempo mettendo in campo forze fresche siamo riusciti a portare via i tre punti" queste le parole di mister Tudisco a fine gara

Eclanese-Battipaglerse 1-2

Reti: 10°st Palumbo (E) 20°st Troiano 39°st Gassama

Note Ammoniti Zeoli; Pugliese; Cinque (E); Borrelli; Troiano  (B)

 

eclanese-battipagliese-1-2-settembre2017

recupero 2"pt e 4"st

Arbitro : Pascuccio (Ariano Irpino)

Eclanese 

Zeoli; Coppola 98; Guerriero 99; Caruso 2000; Guardabascio; Capossela; Lamberti; Santosuosso; Orefice (1°st Pugliese); Cinque; Palumbo (15°st Borrelli 2000) Allenatore Martino.

Battipagliese 

Gravagnone; Nettis 98; Mogavero 2000; DI Lascio 99 (22°st Gallo 99); Criscuolo; De Giorgi; Consiglio  (22°st Cascone) Blasio; Borrelli (22°st Gassama) Cibele (33°st Longo) Allenatore Tudisco 

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