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Le polizze sulla vita non rientrano nell’asse ereditario

Il beneficiario può essere nominato anche a mezzo testamento

Le polizze vita non rientrano nell’asse ereditario, infatti, come riportato nell’art. 1920 - 3° comma del codice civile, nel caso delle polizze vita l’atto di designazione del beneficiario è un atto unilaterale a favore di un terzo ed è un atto tra vivi nel senso che il beneficiario (o i beneficiari) non acquista il diritto al pagamento dell’indennità a titolo di legato o di quota ereditaria, ma iure proprio (per diritto proprio) in base alla promessa fatta dall’assicuratore di pagare il capitale al momento del verificarsi dell’evento assicurato. L’obbligazione di pagamento gravante sull’assicuratore discende esclusivamente dal contratto di assicurazione e dalla designazione dei/l beneficiari/o. La morte dell’assicurato, evento assicurato, rappresenta il mero momento di consolidamento del diritto già acquisito inter vivos (tra vivi) e non mortis causa (a causa di morte). Inoltre, per quanto riguarda i contratti di assicurazione sulla vita, si precisa anche che: - l’art. 1920 del codice civile specifica che “la designazione del beneficiario può essere fatta nel contratto di assicurazione, o con successiva dichiarazione scritta comunicata all’assicuratore, o per testamento (587 e seguente, 649); essa è efficace anche se il beneficiario è determinato solo genericamente. Equivale a designazione l’attribuzione della somma assicurata fatta nel testamento a favore di una determinata persona.  - l’art. 1921 del codice civile regolamenta la revoca del beneficio stabilendo che “la designazione del beneficiario è revocabile con le forme con le quali può essere fatta a norma dell’articolo precedente. […]”,  ovvero “[…] dichiarazione scritta comunicata all’assicuratore, o per testamento (587 e seguente, 649); essa è efficace anche se il beneficiario è determinato solo genericamente. Equivale a designazione l’attribuzione della somma assicurata fatta nel testamento a favore di una determinata persona”. Da questi due articoli emerge che nel testamento può essere designato un nuovo beneficiario ma deve essere fatto riferimento alla somma assicurata o alla polizza. Pertanto in caso di decesso dell’assicurato non si tratta di aprire una successione legittima o testamentaria, ma di pagare determinate persone indicate come beneficiari di una prestazione. 

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