Caos Lega tra rinvii dell'ultimo minuto e porte chiuse

Si gioca, anzi no, forse a porte chiuse, forse a porte parte con restrizioni, no si rinvia a data da destinarsi. Questo è lo scenario che sta vivendo il calcio italiano e la Serie A in particolare, perché ci sarebbe da sottolineare come dalla Serie B sino alle categorie inferiori si giochi tranquillamente adottando le porte chiuse in prossimità dei “focolai”. Evidentemente il danno economico del primo campionato è tale da imbarazzare e frenare decisioni drastiche ma doverose, allineandosi tra l’altro con gli altri paesi europei che da pochi giorni stanno facendo i conti con l’epidemia che dilaga in Italia da ormai 2/3 settimane.

Nulla di più assurdo e incomprensibile che si lasci passare questo principio del dio danaro viene primo di tutto nello sport più seguito in Italia, allargando il discorso si potrebbe discutere sul perché l’esecutivo politico non si imponga o non si sia imposto prima per obbligare la Lega calcio, la FIGC e tutte le associazioni sportive a seguire una direttiva unica, quale la disputa indiscriminata di tutte le partie a porte chiuse sin da subito. Questo avrebbe in primo luogo ridotto le possibilità di contagio del coronavirus per quanto concerne l’aspetto della salute, ed eliminato problematiche di un calendario sportivo troppo fitto e in scia non avrebbe generato un polverone di polemiche sulla regolarità del campionato di Serie A.

Ma in Italia ci arriviamo sempre dopo, quando in realtà come l’Inghilterra ad esempio che da pochi giorni è alle prese con l’emergenza contagi, si è detta subito disponibile e pronta nella totalità dei club a disputare il proseguo della Premier League a porte chiuse fino a quando la situazione non migliori. Nel nostro bel paese invece ci siamo impegnati a creare confusione e polemiche per decisioni tardive che venivano ribaltate di giorno in giorno con il risultato finale che ad oggi non si giocheranno le semifinali di Coppa Italia e c’è un mezzo turno di serie A da recuperare. Tutto poteva essere risolto settimane addietro con l’imposizione di disputare tutte le partite a porte chiuse in barba a qualsiasi scelta economica con l’auspicio che da li ad un mese la situazione potesse rientrare anche grazie al divieto di presenziare a manifestazioni collettive nell’ottica di un contenimento del virus.

Se tali disposizioni, che sono indubbiamente un salasso per le casse dei Club, sono state adottate nella vita sociale, andando ad incidere da qui a sei mesi sul turismo, sul commercio, sulla ristorazione e sull’economia in generale delle attività italiane, non vediamo perché il Calcio debba astenersi o distinguersi.

Bisognerebbe ragionare in questa maniera, meglio un periodo di grandi restrizioni e rinunce piuttosto che lasciare le cose a metà col rischio che il contagio si diffonda sempre più, è una situazione che va presa di petto e c’è l’obbligo morale e civico di seguire tutti la stessa linea guida per contenere questo maledetto Covid-19

Gattuso ha guarito il Napoli. 9 vittorie su 15

Il Napoli batte il Torino a San Paolo per 2-1 con le reti di Manolas e Di Lorenzo e continua la sua risalita in classifica migliorando partita dopo partita, e lo si evince dalla linea difensiva e la pressione offensiva che avanzano di qualche metro di volta in volta. Quest’ultimo aspetto è fondamentale nella analisi di Gattuso che ricorda, con orgoglio misto a monito, da dove si è partiti e dove si è rischiato di finire, con una squadra ricca di problemi che non poteva permettersi da subito di muoversi verso una pressione ultra-offensiva ma arrivare a questo obiettivo poco alla volta. Il mister sottolinea che agli inizi c’era la frenesia di uscire dalla crisi e sia lui che i ragazzi hanno sbagliato a bruciare le tappe cercando assetti non assimilabili in quel momento preciso che hanno portato a figuracce contro Parma e Fiorentina.

Ora gli azzurri sembrano guariti grazie alla cura Gattuso che in 15 partite ha portato a casa 9 vittorie, 1 pareggio, 5 sconfitte per una media punti di 1,86 che se in un campionato di 38 parteti vorrebbe dire 71 punti, in piena zona Champions. La realtà di questo campionato, pesantemente compromesso dai mesi di crisi di risultati tra l’ultimo mese di Ancelotti e il primo di Gattuso, parla di 39 punti attuali e 12 partite ancora da disputare, di conseguenza realisticamente l’obiettivo resta quello del 5°-6° posto a quota 64/66 punti.

Il Napoli mette in scena una gara decisa, forse non da subito visto un approccio tardivo, ma dopo 5 minuti è subito dominio del campo e azioni pericolose che si susseguono con un giro palla veloce e di qualità. Mettono minuti importanti nelle gambe Lobotka e Politano che pian piano stanno entrando nei meccanismi della squadra pur non essendo titolarissimi, ancora un po' timido e non in piena forma lo slovacco mentre l’italiano ha dei lampi importanti ma può e deve fare molto di più, l’asticella per entrambi è alta. 

Milik non festeggia il suo compleanno con il gol ma la prestazione è ottima e di qualità a servizio della squadra, poi se entra Mertens e in pochi minuti crea l’assist per il gol di Di Lorenzo non è certo un suo demerito, ma la magia di un calciatore che quando è in forma accende la luce ovunque si trovi.

Giovedì sera, rinvii dell’ultima ora permettendo, scatta il ritorno della semifinale di Coppa Italia contro l’Inter, il Napoli parte dal vantaggio di 1 a 0 dell’andata a Milano e avrà due risultati utili su tre per guadagnarsi la finale, obiettivo primario della stagione in corso.

NAPOLI (4-1-4-1): Ospina; Di Lorenzo, Manolas, Maksimovic, Hysaj; Fabian, Lobotka (35' st Allan), Zielinski; Politano (39' st Elmas), Milik (29' st Mertens), Insigne. Allenatore: Gattuso

TORINO (3-5-2): Sirigu; Izzo, Nkoulou, Bremer; De Silvestri, Baselli (21' st Meité), Rincon (38' st Verdi), Lukic, Ansaldi; Belotti, Zaza (38' st Edera). Allenatore: Longo

ARBITRO: Mariani di Aprilia. MARCATORI: 19' pt Manolas (N), 37' st Di Lorenzo (N), 46' st Edera (T). 

NOTE: Ammoniti: Allan (N); Rincon, Zaza, Ansaldi (T). Recupero: 1' pt, 4' st. 

Polisportiva Salerno Guiscards, scontro diretto tra le mura amiche con la Pegaso per il team calcio

I foxes provano ad allungare su una diretta inseguitrice. Guadagno: «Credo nel gruppo, vogliamo i 3 punti»

Con lo stop forzato delle altre federazioni sportive, che hanno deciso di fermare le manifestazioni per l’allarme legato al Coronavirus, il team calcio sarà assoluto protagonista del weekend della Polisportiva Salerno Guiscards. In occasione della diciassettesima giornata del girone B del campionato di Terza Categoria, gli uomini della società cara al presidente Pino D’Andrea scendono in campo domani, domenica 1 marzo, sul terreno amico del Nuovo Centro Sportivo di Casignano. Fischio d’avvio alle ore 10:00 i foxes saranno impegnati con la Pegaso, compagine che ben si sta disimpegnando in questo torneo.

Seppur reduci dalla sconfitta casalinga di sette giorni fa con l’Arechi Calcio, i picentini hanno sin qui conquistato 24 punti, collocandosi al sesto posto in graduatoria e distanti solo quattro lunghezze dalla Salerno Guiscards, terza classificata.

In perfetto equilibrio le statistiche dei precedenti tra le due squadre salernitane: una vittoria per i Guiscards, una per la Pegaso e tre pareggi nei cinque match disputati in precedenza. Nella gara d’andata della stagione corrente, fu di Giovanni Cavaliere la rete che consentì ai foxes di uscire indenni dallo stadio “XXIII Giugno 1978” di Pontecagnano, pareggiando il momentaneo vantaggio dei locali firmato da Picentino e garantendo l’1-1 finale.

Un vero e proprio scontro playoff per gli uomini di mister Guadagno, che ancora una volta dovrà fare a meno di elementi importanti come Saggese, Amato, Turco, Bove e Sabia. La compattezza e l’orgoglio, mostrati la scorsa settimana nella gara con la capolista Atletico Battipaglia, possono indubbiamente rappresentare quei valori in grado di regalare alla squadra la giusta continuità ai foxes sino al termine della stagione.

Una prestazione di livello, che ha donato ulteriori certezze a tutto l’ambiente Guiscards: «Sono rimasto positivamente impressionato dal gioco e dalla grinta che abbiamo sciorinato sul campo della capolista – afferma l’allenatore Dario Guadagno –. Ero sicuro che avremmo disputato una gara maiuscola, nonostante il terreno di gioco poteva sembrare non proprio congeniale a quelle che sono le nostre caratteristiche. Posso affermare che siamo parsi decisamente superiori nell’arco dei novanta minuti di gioco con il Battipaglia. Questo deve rappresentare uno stimolo per farci giocare con il giusto piglio le restanti nove finali che ci separano da qui al termine della stagione». Alle porte, la delicata e importantissima gara con la Pegaso, vero incrocio spartiacque per comprendere la maturità dei foxes: «Dovremo disputare una gara accorta per cercare di portare a casa i tre punti – conclude mister Guadagno –. Credo molto in questi ragazzi, abbiamo una rosa di primissimo livello. Vogliamo vincere per dare continuità in termini di gioco e risultati».

Il Buccino rifila un poker alla Battipagliese

Dura un tempo, la resistenza di una giovane Battipagliese, piegata dal Buccino. I primi quarantacinque minuti si sono chiusi con i volceiani avanti di un gol: alla mezz'ora, l'ex bianconero Blasio sblocca il match. Al decimo della ripresa, Ola raddoppia e chiude anzitempo la sfida. Dopo la rete del 2-0 c'è gloria anche per Troiano e Donnantuoni. La situazione in casa bianconera è sempre più delicata.

Napoli-Torino tocca a Milik, mentre mezza Serie A si ferma

Nel caos più totale dovuto alla minaccia del Coronavirus e alle esigenze economiche dei Club, mezza Serie A viene rimandata al 13 maggio, dove in un primo momento si era deciso di disputare quelle partite, oggetto di attenzione per la vicinanza ai focolai, a porte chiuse. Insomma, una disputa dai risvolti assurdi soprattutto per i tifosi che vedono susseguirsi decisioni diverse di giorno in giorno, traslando a poco a poco il motivo reale che dovrebbe essere e restare quello della salute, verso mere considerazioni monetarie. Tutto ciò ci porta a pensare che questa virata dell’ultimo minuto verso il rinvio sia indotto dall’ostruzionismo della Juventus nel rimborsare i propri tifosi laddove fosse passata la linea del giocare a porte chiuse, non allineandosi con le altre società che avevano già disposto le procedure per restituire i soldi del biglietto a chi lo avesse acquistato. Quando gli incassi di partite importanti valgono più di tutto…

In questa confusione, stasera alle 20:45, si giocherà regolarmente Napoli-Torino e sarà la partita di Milik impegnato a sostituire il “leggendario” Mertens, e scacciare il paragone con Belotti tornato di attualità in queste settimane. Arek è sempre stato un attaccante in discussione a Napoli, nonostante fosse sempre partito fortissimo prima dell’infortunio e ogni volta che Ancelotti e Gattuso lo avevano chiamato in causa, facendo schizzare la sua media realizzativa in cima alla classifica tra minuti giocati e gol fatti. Ma gli si è sempre fatto notare di non essere continuo alla lunga e di peccare nelle partite che contano, cosa che a differenza sua Mertens non ha mai fatto, anzi è sempre risultato determinante e spesso decisivo.

Il bomber polacco ha le spalle larghe ed è abituato a questi rumors, obiettivamente quasi scemati nell’arco della sua esperienza azzurra, ma che stanno tornando di moda in seguito alle scaramucce di rinnovo trapelate. Di fatto se il Napoli non troverà l’accordo con Milik, soprattutto sulla clausola rescissoria, non è da escludere una sua cessione a fine anno.

Come detto di fronte ai partenopei ci sarà il Torino, squadra molto fisica come ha sottolineato Gattuso in conferenza stampa, e anche per questo si spiega un mini-turnover per far riposare chi ha speso tanto nella grandissima partita di Champions contro il Barcellona. Presto detto che il Napoli vorrà far sua la partita ad ogni costo per dare una maggiore continuità e di conseguenza, cambi a parte, scenderà la miglior formazione possibile. Probabilmente toccherà a Lobotka dare il cambio a Demme, riposeranno Mario Rui e Fabian oltre che l’infortunato Mertens, ma 6/7 undicesimi saranno gli stessi che hanno imbrigliato Messi e compagni. 

Le probabili formazioni 

NAPOLI (4-3-3): Ospina; Di Lorenzo, Manolas, Maksimovic, Hysaj; Allan, Lobotka, Elmas; Insigne: Milik, Politano. ALL.: Gattuso.  A DISP.: Meret, Karnezis, Luperto, Mario Rui, Ghoulam, Fabian Ruiz, Zielinski, Demme, Callejon, Lozano, Mertens. 

TORINO (3-5-2): Sirigu; Izzo, Nkoulou, Bremer; De Silvestri, Baselli, Rincon, Lukic, Ansaldi; Belotti, Zaza.
ALL.: Longo.  A DISP.: Rosati, Ujkani, Lyanco, Djidji, Aina, Singo, Adopo, Meité, Berenguer, Edera, Verdi. 

ARBITRO: Mariani di Aprilia. 

Spaventata dal Coronavirus, Alyssa Lawrence lascia Battipaglia e l’Italia

Un’altra tegola si aggiunge all’innumerevole serie di avversità che stanno rendendo l’attuale stagione della PB63 una vera e propria odissea, un tunnel di problematiche che si allunga sempre più impedendo di scorgerne, in fondo, l’agognata luce.

L’ultimo capitolo, in ordine cronologico, riguarda Alyssa Lawrence. L’ala statunitense, ingaggiata appena due settimane fa, ha deciso di lasciare Battipaglia e la O.ME.P.S. Givova Battipaglia. Il motivo? La paura di essere contagiata dal Coronavirus.

Di questo episodio e, più in generale, dell’impatto che il Coronavirus sta avendo e potrà avere sul campionato di Serie A1 Femminile ci ha parlato un patron Giancarlo Rossini profondamente amareggiato:

“La questione principale, al momento, non è fare il punto sul Coronavirus e sui campionati. Il problema viene prima ed è capire come affrontare una questione molto seria. Io, in tutta onestà, non me la sento di prendermi la responsabilità di portare le ragazze a giocare a Torino e a Milano (contro Iren Fixi Torino e GEAS Sesto San Giovanni, ndr): quando sento che dei passeggeri di un pullman giunto a Battipaglia di ritorno da Venezia vengono messi in quarantena capisco che la situazione è molto complicata e che difficilmente si risolverà in tempi brevi. Inoltre, penso: e se di ritorno dalle suddette trasferte mettono in quarantena le nostre giocatrici, che facciamo?   

In ogni caso, noi non possiamo fare altro che attendere gli sviluppi di questa situazione certi che la Federazione, nella persona del Presidente Petrucci, prenderà la decisione giusta al riguardo …

È innegabile, però, che si sono già verificati e che si stanno verificando eventi che stanno compromettendo l’eguaglianza sportiva e la regolarità dei campionati: penso a quanto accaduto poche ore fa a noi che, con tanta fatica, eravamo riusciti a trovare una straniera (Alyssa Lawrence, ndr). Ebbene, dopo appena 2 settimane di permanenza qui a Battipaglia, ieri, piangendo, la ragazza ci ha chiesto di tornare a casa perché aveva paura del Coronavirus. Noi, ovviamente, preso atto della sua richiesta, non ci siamo opposti … pertanto lei, la notte scorsa, è tornata a casa e noi, ora, ci troviamo di nuovo con una giocatrice straniera in meno. A tal proposito, pur comprendendo la preoccupazione della Lawrence, mi chiedo cosa accadrebbe se, a partire da domani, tutte le straniere che stanno disputando il massimo campionato decidessero di fare altrettanto lasciando le rispettive squadre. Quello che so è che la sua partenza rappresenta per noi un danno enorme che ci impedisce di giocarci le residue speranze di salvezza nella maniera che speravamo ...   

Se mi chiedono cosa ne penso di una eventuale ipotesi di stoppare il campionato definitivamente, bloccando le retrocessioni e facendo disputare solo i Play-off per decretare l’assegnazione dello Scudetto ritengo che bloccare tutto sarebbe la cosa più giusta … e non perché, essendo all’ultimo posto in classifica, siamo, innegabilmente, la più seria candidata alla retrocessione, ma per varie ragioni che riguardano tutte le altre squadre iscritte al campionato di Serie A1, non soltanto la nostra: ci sono squadre al nord che non si allenano da 15 giorni, ci sono squadre che dovranno andare a giocare in zone considerate ad alto rischio contagio (penso ad esempio a Ragusa che, tra qualche giorno, dovrà giocare a Costa Masnaga dove, a un chilometro dal palazzetto, c’è un caso di Coronavirus). E, ovviamente, penso anche a noi e ripeto: come possiamo andare a giocare a Torino e a Milano dove, arrivando in aereo, non sapremo con chi avremo viaggiato, non conosceremo le persone con le quali saremo entrati in contatto. E se una delle mie giocatrici contrae il Coronavirus che succede? La responsabilità di chi è? I genitori a chi danno la responsabilità? Come lo proseguiamo il campionato? E se le autorità locali preposte dovessero disporre, per motivi precauzionali, la quarantena per le nostre giocatrici di ritorno da Torino o Milano, noi come lo continuiamo il campionato? E ancora: se una mia giocatrice o una persona del mio staff dovesse trasmettere il Coronavirus ad una giocatrice o ad un componente lo staff di un'altra squadra che succede? E se accade l'inverso (ossia che una giocatrice o un componente lo staff di un'altra squadra trasmette il Coronavirus ad una mia giocatrice che succede? Queste sono le domande che vorrei rivolgere alla Lega e a tutti quanti.

Se, poi, mi dicessero: finiamo qua il campionato e Battipaglia, ultima in classifica, retrocede sarei anche d’accordo … ma non si può continuare in questo modo e in queste condizioni non sapendo se le tue giocatrici o persone dello staff, al rientro da una trasferta, dovranno essere messe in quarantena o meno. Mi sembra una cosa folle. Anche perché ulteriori rinvii allungherebbero i tempi di chiusura del campionato a dismisura creando problematiche legate alla gestione ed alla permanenza delle giocatrici straniere ed agli incastri con i calendari e i vari eventi programmati. 

Dunque, pur con tutta la buona volontà, appare al momento difficile trovare una soluzione, ma, ripeto, attendo le decisioni della Federazione. Ribadisco: preferirei che mi dicessero “retrocedi, ma non giochi più” almeno risparmiandomi problemi e responsabilità che, francamente, vorrei evitare perché se i genitori mi chiedessero di non portare le figlie in trasferta io, e lo dico con chiarezza, non le porterei ...".

Ufficio Stampa Polisportiva Battipagliese

Duplice successo in terra d'Olanda per la tennista Claudia Galietta!

Le sorelle Miriana e Claudia Galietta valicano i confini nazionali e, accompagnate dal Maestro Mario Galietta, volano in Olanda per la loro prima esperienza internazionale di questo 2020: il Tennis Europe di Zoetermeer! Un torneo dove le partecipanti accedono in virtù del loro ranking. Miriana, iscritta al torneo Under 16, ha vinto le due gare di qualificazione e, al primo turno del tabellone principale, ha ceduto 7-6, 6-2 (4-7, nonostante si fosse trovata in vantaggio al tie break per 4-2). Claudia, invece, ha partecipato al torneo Under 12 e di strada ne ha fatto davvero parecchia... superato agevolmente il doppio impegno di qualificazione, nel girone iniziale ha vinto senza problemi le tre gare in calendario (6-0 6-0, 6-0 6-1 e 6-1 6-0) ed è approdata ai quarti di finale. La sua avversaria, una francesina di 10 anni, già nel giro della nazionale giovanile del suo paese, le ha ceduto il passo perdendo 7-6, 6-1 e non prima di essersi vista annullare da Claudia un set point nel primo set. In semifinale la tennista battipagliese ha poi prevalso su una tennista russa al terzo set. Stesso risultato ottenuto ai danni della fortissima inglese Loftus, alla quale ha rimontato il set iniziale, perso con un perentorio 1-6, andando a vincere match e torneo per 6-4, 10-5. Non paga, Claudia Galietta, in coppia con la ligure Sara Angelica, si è aggiudicata anche il torneo di doppio superando in finale le belghe De Boere/Matthys 6-3 6-4! Soddisfatto, ovviamente, il Maestro Mario Galietta, che così commenta la presentazione delle due tenniste battipagliesi dell'Accademia Tennis Salerno: "Era tempo di tornei per il nostro calendario stagionale. Quindi ho iscritto Miriana e Claudia a questo torneo in Olanda dove, visto il loro ranking, sono state ammesse entrambe senza problemi. Peccato per Miriana - prosegue il Maestro Mario Galietta- poiché al primo turno del tabellone principale ha perso in modo davvero rocambolesco contro una rivale fortissima. Claudia, invece, è arrivata fino in finale dove ha trovato una tennista inglese molto grossa che ha vinto facile il primo set, ma poi Claudia è riuscita a rientrare in partita spingendo sempre di più e, conquistato il tie break, si è dimostrata fredda nei momenti importanti mettendo in difficoltà l'avversaria fino al punto decisivo". Un'esperienza davvero importante per le due tenniste battipagliesi, indipendentemente dal successo di Claudia, insomma! "È stata un'esperienza bellissima - afferma Mario Galietta- perché abbiamo avuto modo di confrontarci con tante scuole di pensiero e, sul campo, con tenniste impostate in modo professionale: riscaldamento, defaticamento, alimentazione e nella preparazione. Basti dire che la francese battuta da Claudia, già finanziata dalla sua federazione, studia solo on line e si dedica tutto il giorno agli allenamenti. La russa affrontata in semifinale, invece, aveva pteventivamente studiato, con il suo allenatore, la strategia per affrontare Claudia, che ha provato a mettere in difficoltà, sfruttando la differenza di altezza, con continue palle alte". Ma invano! Le sorelle Galietta sono già a lavoro sui campi coperti del Centro Le Malche di Giffoni Sei Casali sotto la direzione, oltre che del Maestro Galietta, anche del preparatore atletico Dario Mirra e di uno sparring di seconda categoria, Vito Morrone. Che dire, buon lavoro a tutti!

Napoli-Barcellona impresa sfiorata. Mertens diventa una leggenda

Un Napoli quasi perfetto limita Messi e compagni e per poco non sfiora l’impresa, finisce dunque 1-1 con le reti di Mertens e Griezmann. Una gara di abnegazione e piena di contenuti a discapito della mera visione popolare del catenaccio all’italiana, Gattuso ha studiato Setièn e gli ha chiuso nella maggior parte dei casi le imbucate centrali sui continui tentativi di tagli dei calciatori del Barcellona, costretti spesso a girare a largo con un possesso palla sterile che in pratica faceva il solletico al Napoli.

Un lavoro certosino di tutta la squadra nelle chiusure e marcature preventive a scalare e ad incrociarsi tra le mezz’ali e i terzini, oltre ai due esterni d’attacco che diventavano i quinti di centrocampo, gli azzurri sono stati solidi e compatti. Ma per ripartire contro questo Barcellona che pressa alto e forte bisogna metterci tanta qualità e rapidità, cosi le uscite dei partenopei dal basso sono state tutte di pregevole fattura nonostante non sempre il Napoli riusciva a portarle fino all’area avversaria. In una di queste ripartenze, Firpo sbaglia il controllo e Zieliński lo aggira e punta verso la porta, vedendo poi Mertens smarcarsi sul lato opposto, lo serve in maniera precisa, e poi Ciro diventa leggenda. Il belga napoletano d’adozione stoppa quella palla e già pregusta ciò che sarebbe successo di li a pochi istanti, la calcia a giro e fa esplodere il San Paolo, il Napoli è in vantaggio contro i marziani del Barcellona, e Mertens agguanta Hamsik a quota 121 gol, è record.

Emozioni pure al San Paolo come spesso accade quando ci sono gare cos’ proibitive sulla carta, dove i partenopei riescono a sorprendere e andare oltre i propri limiti. Spettacolare sentire ad inizio gara i cori che si udivano negli anni d’oro di Diego Armando Maradona, cantati in faccia a Messi per ricordargli chi è ed è stato il più grande di tutti, laddove ce ne fosse stato bisogno. Una nota negativa è certamente un tifo poco presente nel corso delle gare dove i ragazzi soffrivano e avevano bisogno di una spinta maggiore da parte del pubblico, un po' troppo imborghesito ultimamente, la squadra ha dato tutto i tifosi potevano fare di più.

Gattuso si dice soddisfatto della prestazione dei suoi, nonostante l’1 a 1 sia un risultato che rende la qualificazione al ritorno difficile, ma non perdere contro il Barcellona è già una grande cosa se poi aggiungiamo che il Napoli ha rischiato poco e forse meritava qualcosa in più, ecco che le sensazioni restano più che positive. Al Camp Nou certamente sarà un'altra partita, lì i catalani si trasformano e nonostante le assenze per squalifica di Busquets e Vidal potranno contare sui rientri di Sergi Roberto e Jordi Alba.

Finita questa sbornia a metà di una notte di Champions, è tempo di pensare al campionato e a sabato sera di nuovo al San Paolo per la partita contro il Tornino, poi ci sarà il ritorno di Coppa Italia con l’Inter, due match in quel di Fuorigrotta che il Napoli non può sbagliare per continuare a sperare nell’Europa.

NAPOLI (4-3-3): Ospina; Di Lorenzo, Manolas, Maksimovic, Mario Rui; Ruiz, Demme (34' st Allan), Zielinski; Callejòn (29' st Politano), Mertens (9' st Milik), Insigne. Allenatore: Gattuso

BARCELLONA (4-3-1-2): Ter Stegen; Semedo, Piqué (48' st Lenglet), Umtiti, Junior Firpo; De Jong, Busquets, Rakitic (11' st Arthur); Vidal; Griezmann (43' st Ansu Fati), Messi. Allenatore: Setièn

ARBITRO: Brych (Ger) MARCATORI: 30' pt Mertens (N), 12' st Griezmann (B)

NOTE: Espulso Vidal (B) per doppia ammonizione al 44' st. Ammoniti: Insigne, Mario Rui (N); Busquets, Messi, Griezmann (B). Recupero: 1' e 5'.

ennegi

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