Napoli ti giochi finale ed orgoglio

Questa sera allo stadio Meazza di Milano va in scena la semifinale di andata tra Inter e Napoli, e gli azzurri si giocano l’ultimo obiettivo stagionale a disposizione, Barcellona a parte. 72 ore dopo la mazzata della sconfitta in casa, l’ennesima, contro il Lecce quando si cullava il sogno della rimonta Champions e invece la squadra si è persa al primo intoppo, a prescindere dagli orrori arbitrali. Nello specifico il Napoli di Gattuso dopo il 1-2 salentino si è smarrito ed è mancato quello spirito da squadra unita dove ci si aiuta l’uno con l’altro, si sono perse le misure tra i reparti. Gattuso non esente da colpe dovrà porre rimedio immediatamente, cercando lui in primis di non farsi prendere dall’angoscia di dover vincere a tutti i costi a discapito di un processo tecnico tattico che stava, seppur lentamente, portando risultati positivi. Quel passaggio forzato al primo minuto della ripresa verso il 4-4-2 offensivo ha creato solo confusione nella squadra, la quale doveva sostenere già il rientro contemporaneo di Maksimovic e Koulibaly come coppia centrale. Se si considera che entrambi non so al top della condizione e che non sono mai stati protagonisti del Napoli vincente di Gattuso, si capisce che bisogna integrare i “nuovi” ad agio non tutti insieme, nonostante parliamo di giocatori importanti. Fallito anche l’esperimento di far giocare Lobotka da mezz’ala piuttosto che da regista dove aveva impressionato come il suo alter ego Demme. 

Contestualizzando il tutto al momento psico-fisico attuale del Napoli, vedremo con ogni probabilità alcuni rientri eccellenti come Allan e Fabian da mezz’ali, al centro della difesa Manolas con il dubbio di chi lo affiancherà, ed infine un attacco di sapore sarriana Insigne-Mertens-Callejon. Basterà con la capolista Inter che viene da un derby vinto in rimonta e che nonostante non stai brillando alla fine riesce sempre a spuntarla, anche grazie ai tanto richiesti ricambi di qualità che stanno facendo le fortune di mister Conte. Tanto è vero che mister salentino schiererà un Inter con almeno 3-4 cambi rispetto a quella vincente nella stracittadina di Milano.Ci aspettiamo un’altra grande partita di Coppa Italia dopo quella con Lazio, con un approccio deciso seguendo quello spartito preciso con gli stimoli che spesso il Napoli ha trovato affrontando le grandi squadre.

Poi il 5 marzo ci sarà il ritorno al San Paolo, ma non perdere questa sera sarà fondamentale per i partenopei per continuare a sperare di portare a casa l’unico obiettivo rimasto, la Coppa Italia.

INTER-NAPOLI PROBABILI FORMAZIONI

INTER (3-4-1-2): Padelli; Skriniar, De Vrij, Bastoni; Moses, Barella, Brozovic, Biraghi; Eriksen; Lautaro, Lukaku. All. Conte.

NAPOLI (4-3-3): Ospina; Di Lorenzo, Manolas, Koulibaly, Mario Rui; Allan, Demme, Fabian; Insigne, Mertens, Callejon. All. Gattuso.

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Napoli Lecce 2-3. Giua nega un rigore netto

Siamo al 15° rigore negato al Napoli, all’ennesima partita condizionata dalle decisioni arbitrali, se è vero che spesso il Napoli ci ha messo del suo attraversando un lungo periodo di crisi da autolesionisti, è anche vero che in questo stesso periodo sono passati quasi inosservati gli orrori arbitrali. Non è un errore grammaticale, parliamo volutamente di orrori e non di errori perché nell’era della VAR certe decisioni non trovano una umana comprensione, e chissà se con quei 10-12 punti in più staremo parlando di un altro campionato.

Oggi Giua l’ha fatta grossa, ammonendo addirittura per simulazione Milik che viene sgambettato in area e nonostante il VAR gli dica di andare a vedere, lui dopo due minuti di attesa decide letteralmente di rimanere della propria idea senza avvalersi delle immagini, assurdo! “Ho deciso io” una frase inquietante detta da un arbitro che non va a rivedere nel monitor l’accaduto, peccando di una superbia immotivata, dimostrando invece poca intelligenza perché poteva ricevere l’aiuto necessario dal VAR per cambiare una sua decisione balorda.

Mettiamoci che oggi i partenopei dopo un buon primo tempo hanno sprecato tanto ma nella ripresa alla prima difficoltà (vantaggio del Lecce e rigore negato) si sono demoralizzato e hanno perso quella brillantezza e sicurezza nella fase difensiva, poi è arrivato il 1-3 dei salentini da 35 metri su punizione ed è stato game over, inutile il gol di Callejon a chiudere il match sul 2-3.

Insigne e Milik sbagliano sotto porta grandissime occasioni che pensiamo non li faranno dormire stanotte, ma in generale in Napoli ha commesso errori e ha indubbiamente fatto un passo indietro rispetto alle ultime uscite. Risultato finale che suona come una mazzata su una squadra che stava ritornando grande e che immaginava una miracolosa rimonta, e di nuovo è crollata sotto i colpi dell’imprecisione dei suoi attaccanti ma soprattutto sotto una direzione arbitrale ingiustificabile.

Rialzarsi ora e preparare la semifinale di andata a Milano contro l’Inter di Conte sarà difficilissimo per Gattuso e per i suoi ragazzi, ma sarà fondamentale per dare un senso ad una stagione stregata sotto ogni punto di vista

NAPOLI (4-3-3): Ospina; Di Lorenzo, Maksimovic, Koulibaly, Mario Rui; Lobotka (1' st Mertens), Demme, Zielinski; Politano (17' st Callejòn), Milik, Insigne (32' st Lozano). A disposizione: Meret, Karnezis, Hysaj, Luperto, Manolas, Allan, Ruiz, Llorente. Allenatore: Gattuso

LECCE (4-3-1-2): Vigorito; Rispoli, Lucioni, Rossettini, Donati; Deiola (46' st Paz), Majer (23' st Petriccione), Baràk; Saponara; Falco (30' st Mancosu), Lapadula. A disposizione: Sava, Chironi, Vera, Shakhov, Monterisi, Calderoni, Maselli, Rimoli, Dell'Orco. Allenatore: Liverani

ARBITRO: Giua di Olbia

MARCATORI: 29' pt Lapadula (L), 3' st Milik (N), 16' st Lapadula (L), 37' st Mancosu (L), 45' st Callejòn (N)

NOTE: Ammoniti: Koulibaly, Zielinski, Milik, Mario Rui, Demme (N), Rispoli, Vigorito, Petriccione (L) Recupero: 0' e 5'.

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Napoli, con Koulibaly la Champions diventa possibile

Si torna a giocare di domenica pomeriggio alle 15:00 per i partenopei, contro il Lecce di Liverani il Napoli vuole continuare a vincere difronte ai propri tifosi al San Paolo. Gattuso non si fida e chiama questa partita “il trappolone”, il tecnico calabrese è conscio che sembra tutto apparecchiato per una bella vittoria, un avversario che gioca e fa giocare, i 45 mila di Fuorigrotta, l’entusiasmo del gruppo e nell’ambiente in generale per le vittorie ritrovate… ecco che qui si cela il trappolone del tutto da perdere. Per tanto ci sarà bisogno della stessa umiltà vista contro Juve e Lazio, ma anche di dare continuità al palleggio e alla voglia di buttarsi dentro per creare pericoli al Lecce senza mai mollare.

Sicuramente avere la rosa la completo, eccetto Fabian e i lungodegenti Malcuit e Ghoulam, darà un aiuto fondamentale nel corso delle gare e considerando gli impegni ravvicinati di queste settimane, facendo la differenza come avvenuto contro la Sampdoria dove chi è subentrato ha dato un grande contributo per la vittoria.

Ci sarà il ritorno dal primo minuto di Koulibaly e già questa è una notizia meravigliosa per gli azzurri, perché se il senegalese gioca come sa è il vero e proprio top player azzurro in grado di risolvere tanti problemi nella retroguardia. Ovviamente Koulibaly dovrà ripartire dalle prestazioni di livello mondiale fatte negli ultimi anni cercando di dimenticare gran parte delle partite di questa stagione. Grazie a questo importante rientro si rivedrà Di Lorenzo nel suo ruolo di terzino destro dove può esprimersi al meglio in vista anche di ricoprirlo in Nazionale nei prossimi Europei. In mezzo al campo con Demme e Zieliński si giocano un posto Allan ed Elmas con Lobotka che darà staffetta a Diego Demme, la novità invece potrebbe esserci nel terzetto offensivo. Politano ha grandi chance di essere nei primi 11 contro il Lecce in luogo di Callejon, mentre per Lozano potrebbe esserci spazio nei minuti finali per far rifiatare Insigne da attaccante sinistro, il nuovo ruolo che Gattuso ha disegnato per lui.

Insomma, ci sono tutti gli ingredienti per continuare a vincere e portare l’entusiasmo dei tifosi azzurri al San Paolo per fare in modo che faccia la differenza come già successo in tante occasioni e allora anche le cose impossibili possono diventare possibili. Dalla rincorsa Champions in campionato all’ottavo di finale da brividi contro il Barcellona di Messi, il Napoli deve solo ritrovare sé stesso fino in fondo e vincere partita dopo partita, poi la magia dei partenopei farà il resto.

PROBABILI FORMAZONI:

NAPOLI (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Manolas, Koulibaly, Mario Rui; Allan, Demme, Zielinski; Politano, Milik, Insigne

LECCE (4-3-1-2): Vigorito; Donati, Lucioni, Rossettini, Calderoni; Deiola, Petriccione, Majer; Mancosu; Falco, Lapadula

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Sampadoria - Napoli, tutti disponibili per vincere

Nel posticipo di lquesta sera il Napoli affronta al Luigi Ferraris la Sampdoria di Quagliarella e Ranieri anch’essa in una posizione in classifica deficitaria ma non per questo arrendevole o facile da affrontare. Gattuso può sorridere guardando al rientro di tutti i suoi calciatori dall’infermeria, i vari Mertens, Koulibaly e Maksimovic sono praticamente recuperati e a disposizione, unico assente sarà Fabian colpito da un forte attacco influenzale, mentre Allan e Politano non partiranno dall’inizio avendo svolto lavoro in palestra più che in campo. Non sappiamo se dei calciatori recuperati verrò rischiato qualcuno dall’inizio, ipotizziamo solo Koulibaly per l’importanza enorme di un suo veloce inserimento negli 11 titolari di mister Gattuso. A centrocampo con i certi Demme e Zieliński dovrebbero trovare spazio dal primo minuto, come fu contro la Lazio in Coppa Italia, il talento di Lobotka che dagli allenamenti a Castelvolturno sembra essersi sciolto del tutto rispetto alle brevi apparizioni un po' timide in campo. In attacco ci sarà grandissima abbondanza in panchina dove si siederanno, pronti a fare la differenza subentrando, gente come Mertens, Lozano, Politano, Llorente, insomma tante bocche di fuoco per Rino da far entrare a partita in corso. Scontato sottolineare quanto sia fondamentale dare continuità di risultati ai recentissimi successi e cavalcare l’onda dell’entusiasmo consapevoli della ritrovata profondità di una rosa di grande qualità rispetto a quasi tutte le avversarie in campionato. Il calciomercato ha regalato gli innesti che servivano nell’immediato, mancando forse solo nell’individuare un vice Mario Rui a sinistra, data la perenne indisponibilità di Ghoulam, ma a tal proposito si opterà spostando a turno Hysaj o Di Lorenzo che si sono dimostrati disponibili e affidabili nelle emergenze a ricoprire più ruoli. Una partita mai facile nella storia dei partenopei contro la Sampdoria e se ci mettiamo che il grande ex Quagliarella marca il tabellino contro il Napoli una partita su due, allora la questione accresce di valore. Servirà lo stesso spirito di sacrificio e di umiltà visto con Lazio e Juventus, magari con una spinta qualitativa maggiore in fase offensiva per portare a casa i 3 punti.

Sampdoria-Napoli, le probabili formazioni:
NAPOLI (4-3-3): Ospina; Di Lorenzo, Manolas, Koulibaly, Mario Rui; Lobotka, Demme, Zielinski; Callejon, Milik, Insigne.
SAMPDORIA (4-4-2): Audero; Chabot, Tonelli, Colley, Murru; Ramirez, Thorsby, Vieira, Linetty; Quagliarella, Gabbiadini. 

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Calciomercato - Napoli protagonista tra presente e futuro

Terminata la sessione di calciomercato invernale (o di riparazione) dove Inter, Fiorentina e Napoli sono state assolute protagoniste, proporzionalmente agli obiettivi di attuali di ogni singola squadra, si tirano le somme.

Se in quel di Milano sono arrivati dall’Inghilterra tre calciatori voluti fortemente da Conte come Eriksen, Young e Moses, a Firenze hanno accolto Agudelo, Igor, Duncan, Kouamè, Cutrone e Amrabat (per giugno, strappato al Napoli), migliorando il tasso qualitativo delle rose e colmando anche quantitativamente le lacune delle stesse. Ma sul podio sale di diritto anche il Napoli che, in maniera assolutamente anomala rispetto al passato, ha sborsato circa 95 milioni di euro per portare alla corte di Gattuso i due registi che mancavano Demme e Lobotka, l’esterno offensivo Politano e per luglio il centrale Rrahmani e la punta Petagna. Inoltre, il DS Giuntoli ha imbastito la trattativa per l’altro difensore del Verona, Kumbulla, ed è sempre alla ricerca di un terzino sinistro, unica lacuna non colmata in questa sessione di calciomercato.

Per i partenopei sembra essere partita una rivoluzione più volte annunciata ed improvvisamente partita in seguito ai disastri di ogni tipo di questa maledetta stagione, tra ammutinamenti, classifica imbarazzante e calciatori in scadenza che hanno generato ulteriori malumori nello spogliatoio. Anche se questo clima tenebroso sembri essersi schiarito grazie alle due vittorie contro Lazio e Juventus, è pacifico pensare che sia giunto il momento di cambiare nonostante questa stagione abbia di fatto deprezzato i pezzi pregiati dell’argenteria di De Laurentis. Ci verrebbe da dire “chi è causa del suo mal…”, in quanto il patron azzurro dopo aver seminato a suo modo non poteva che raccogliere tempesta prima o poi, vuoi per i rinnovi mai tempestivi e per gli sproloqui continui verso i propri tesserati. Adesso è dovuto correre ai ripari, prima tattici e poi di bilancio, assicurando al mister Gattuso i due mediani davanti alla difesa che mancavano e poi acquistando per il futuro, preoccupandosi di mettere tutto a bilancio in questa stagione prevedendo il buco economico dovuto alla mancata qualificazione in Champions (orami certa). Un recupero pecuniario ci sarà comunque ma a discapito di quello qualitativo perché si incasserà una bella cifra dalle probabilissime cessioni illustri a luglio di Koulibaly, Fabian ed Allan, che però a differenza degli ultimi anni verranno rimpiazzati esclusivamente da giovani promesse da plasmare.

Questo possibile ridimensionamento del Napoli è un discorso da rimandare a fine stagione quando la situazione sarà più chiara e definita anche in base all’andamento degli azzurri in campionato e nelle coppe, dove Gattuso indubbiamente si gioca la riconferma, per nulla scontata. Sicuramente ci sarà un tormentone allenatore che terrà i tifosi del Napoli con il fiato sospeso e i mille rumors e teorie più disparate già impazzano in questi giorni. C’è il filone di pensiero che porta al pallino fisso di De Laurentis che è noto ormai da tempo, Giampiero Gasperini attualmente sulla panchina dell’Atalanta, poi c’è chi pensa che la riconferma di Gattuso o l’arrivo di Juric possano essere un definitivo segnale della fine di un ciclo. Addirittura c’è qualche folle-romantico che in maniera del tutto machiavellica pensa che si stia apparecchiando un ritorno per il Comandante Sarri, criticato dal mondo juventino che tornerebbe dove creò una macchina quasi perfetta in grado di incantare in Italia e in Europa senza fenomeni.

Come abbiamo ribadito i discorsi di mercato possiamo rimandarli a luglio, questa sessione è terminata ed ora tocca al Napoli a Gattuso e ai calciatori attuali guadagnarsi la riconferma e cambiare gli scenari futuri.

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Napoli, è tornato re Lorenzo. Sconfitta la Juve adesso si riparte

Festa grande al San Paolo è caduta la Juventus di Sarri sotto i colpi di classe di Lorenzo Insigne che ha condotto alla vittoria il suo Napoli pur non essendo al meglio della condizione fisica, mettendo sacrificio e talento al servizio della squadra di Gattuso.

In uno stadio quasi pieno che si è fatto sentire per 94 minuti come contro la Lazio in Coppa Italia, i partenopei hanno conquistato lo stesso risultato, la vittoria! Seconda consecutiva per gli azzurri, già così è una notizia considerando il lunghissimo periodo senza vittoria che ha attraversato il Napoli, ma che la vittima sia stata la capolista acerrima e storica nemica, la rende stoica. Dopo il Liverpool, che tutt’ora non è ancora stato battuto da nessuna altra squadra oltre al Napoli, anche la Juventus subisce la stessa sorte, infatti i bianconeri sin ora erano stati sconfitti solo dalla Lazio e si sono dovuti arrendere ad Insigne e company.

Ma il godimento partenopeo è completo se pensiamo al ritorno di Higuain, a secco raramente contro il Napoli, e del fischiatissimo Sarri che tornano a casa masticando più amaro del solito. La squadra di Gattuso scende in campo più concentrata e aggressiva seppure un po' timida in avanti nei primi 45 minuti, per poi sciogliersi nella ripresa e trovare il doppio vantaggio su tap-in di Zieliński dopo la respinta di Szczesny sul tiro insidioso di Insigne che poi raddoppia girando al volo dall’interno dell’aria di rigore. Una partita di grande sacrificio di tutta la squadra, con un Demme sempre più fondamentale in cabina di regia (meno pronto Lobotka quando gli subentra), un Hysaj perfetto sulla destra che non fa rimpiangere un Di Lorenzo magnifico anche da centrale difensivo. Lorenzo Insigne si riprende Napoli e il Napoli con due prestazioni da grande capitano consecutive contro due grandissime squadre come Lazio e Juventus, da protagonista, da leader.

Sia chiaro, come ricorda Gattuso, c’è tanto da lavorare perché nei mesi scorsi si sono fatte tante sciocchezze e il Napoli è ancora lontano dall’essere guarito, ma queste due vittorie illustri portano entusiasmo e fiducia che possono essere un connubio determinante per una risalita verso orizzonti migliori.

Il San Paolo in festa e vicino agli azzurri è un'altra nota lieta di questa settimana positiva che fa capire quanto sia importante per questa squadra avere i propri tifosi a supporto, così da avere quella serenità e sicurezza nelle giocate che avevano paura di provare fino a pochi giorni addietro. Napoli non può fare a meno dei napoletani e viceversa, ci siamo fatti male da soli come sottolinea Gattuso, ma adesso bisogna tornare a far cantare la gente lavorando tanto con sacrificio e umiltà.

Ora con i recuperi di Mertens, Allan e soprattutto di Koulibaly il Napoli avrà più qualità e ricambi adatti a migliorare partita dopo partita, e un apporto di qualità e dinamismo arriverà da Politano, praticamente ufficializzato da Giuntoli nel prepartita.

Il Napoli dona due babà ad Higuain e Sarri.

NAPOLI (4-3-3): Meret; Hysaj, Manolas, Di Lorenzo, Rui; Ruiz, Demme (23'st Lobotka), Zielinski (35'st Elmas); Callejon, Milik (44'st Llorente), Insigne. Allenatore: Gattuso.

JUVENTUS (4-3-3): Szczesny; Cuadrado, Bonucci, de Ligt, Alex Sandro; Bentancur, Pjanic (4'st Rabiot), Matuidi (27'st D. Costa); Dybala (27'st Bernardeschi), Higuain, Ronaldo. Allenatore: Sarri.

ARBITRO: Mariani di Aprilia

MARCATORI: 17'st Zielinski (N), 41'st Insigne (N), 44'st Ronaldo (J) NOTE: Ammoniti Demme (N); Bentancur, Rabiot, Bernardeschi, Ronaldo (J). Recupero: 1' e 4'.

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Napoli-Lazio che partita! Insigne fa cantare il San Paolo

Una gara al cardiopalma piena di emozioni in un continuo sali e scendi, fatto di botta e risposta tra Napoli e Lazio che si danno battaglia senza risparmiarsi mai. Espulsioni, pali, traverse, VAR, c’è stato davvero di tutto in questo quarto di finale di Coppa Italia, ma soprattutto è tornato il San Paolo ed il Napoli ha finalmente ritrovato la vittoria. 

I partenopei si impongono per 1-0 grazie alla pregevole rete realizzata da Lorenzo Insigne, il capitano ha sfoggiato una prestazione da vero leader trascinando i suoi alla vittoria e riavvicinando il pubblico alla squadra sino al dolce epilogo di fine match sotto le curve a cantare di gioia. Gli azzurri sono scesi in campo decisi e per 95 minuti hanno lottato come leoni su ogni pallone mettendo anche la giusta qualità nei momenti cruciali, nonostante la partita tatticamente sia cambiata velocemente in seguito alle due espulsioni ravvicinate, prima Hysaj e poi Leiva. Proprio per via della doppia ammonizione ingenua dell’albanese l’esordio di Lobotka è durato solo 20 minuti, sostituito per ridare equilibrio alla squadra in 10 in quel momento, ma si è intravisto un calciatore molto dinamico e già pronto e integrato. L’altro nuovo acquisto Diego Demme si è ufficialmente preso il Napoli, grazie ad una partita eccezionale per un calciatore che si trova in rosa da meno di 15 giorni, ma che ha ricoperto alla perfezione quel buco in mezzo al campo garantendo geometrie e tanta aggressività, bravo Diego.

Sul podio dei tre migliori in campo, dopo il superbo Insigne e il tenace Demme, sale di diritto la freccia a destra, Di Lorenzo, che finalmente nel suo ruolo fa ammattire la Lazio su quella fascia con continui strappi, sicuramente lui e Meret sono stati gli unici a salvarsi in questi lunghi mesi di crisi. Ecco forse, la situazione del portierino azzurro, è l’unica nota dolente di questa magnifica sera al San Paolo, perché tenere fuori un portiere come Alex seppur in luogo del buon Ospina è una cosa francamente inspiegabile, al netto delle doti da libero aggiunto che possano avere entrambi.

Gattuso, in visibile imbarazzo nel post gara contro la Fiorentina, ritrova quello spirito di squadra che si era perso solo 3 giorni fa, ma non si fida e sa benissimo che serve continuità di risultati per uscire davvero dal tunnel e recuperare terreno in campionato.

Meravigliosa e a tratti commovente la scena al triplice fischi finale dell’arbitro Massa, quando Insigne in testa e la squadra subito dietro si sono diretti sotto le curve finalmente in festa. Rivedere cantare e saltare il San Paolo e i suoi calciatori dopo tantissimo tempo è stato un momento pieno di emozioni che può dare quella scossa e quell’iniezione di fiducia che serviva al Napoli

Lorenzo facci saltare ancora!

 NAPOLI (4-3-3): Ospina; Hysaj, Manolas, Di Lorenzo, Mario Rui; Lobotka (22' pt Luperto), Demme, Zielinski; Callejòn (23' st Elmas), Milik, Insigne (32' st Ruiz). 

LAZIO (3-5-2): Strakosha; Luiz Felipe, Acerbi, Radu (25' st Patric); Lazzari, Parolo, Leiva, Milinkovic, Lulic (31' st Jony); Caicedo (10' st Correa), Immobile.

ARBITRO: Massa di Imperia

MARCATORI: 2' pt Insigne NOTE: Immobile (L) sbaglia un calcio di rigore (alto) al 10' pt. Espulsi Hysaj (N) al 19' pt per doppia ammonizione e Leiva (L) al 25' pt per proteste. Ammoniti: Acerbi (L). Recupero: 3' e 5

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Coppa Italia. Napoli Lazio ultimo treno per l'Europa

Stasera al San Paolo va in scena il quarto di finale di Coppa Italia tra Napoli e Lazio che si riaffrontano dopo 10 giorni dal match di campionato all’Olimpico vinto dagli uomini di Inzaghi. Inevitabilmente questo è l’ultimo treno per gli azzurri per entrare in Europa League, ricordando che la vincitrice della Coppa Italia ha l’accesso diretto alla competizione europea. 

Sia chiaro questo Napoli ha problemi ben più gravi e attualmente deve preoccuparsi più di non rimanere invischiato nella lotta per la retrocessione piuttosto che voli pindarici alquanto fuori luogo per una squadra senza identità e totalmente allo sbando sotto ogni punto di vista.

Questa sera in quel di Fuorigrotta tornerà il tifo organizzato delle Curve che, in attesa di imbastire un tavolo con il Comune e con la Società per trovare una soluzione alla problematica del Regolamento d’uso dello Stadio San Paolo, hanno deciso di stare vicini alla squadra in questo momento di piena crisi senza precedenti. Finalmente ritroveremo uno stadio caldo che serve come il pane a questi ragazzi che sembrano aver smarrito loro stessi, tra i tormenti di una classifica attuale vergognosa, i rimorsi per un folle ammutinamento, le preoccupazioni per le multe e la voglia di scappare da tutto questo caos. Insomma, il San Paolo questa sera proverà a ricordare a tutti cosa vuol dire giocare per la maglia e per la città, principio fondamentale che spinse due anni fa il Napoli a lottare fino all’ultima giornata con la Juventus per lo Scudetto. Proprio i bianconeri saranno presto di scena a Fuorigrotta, sabato sera sarà il Sarri-day e le premesse non sono certo le migliori, ma con una prestazione vincente e con un pubblico ritrovato contro la Lazio, forse, chissà… Per ora è semplicemente una triste e mera utopia, triste perché mesi fa avremmo parlato di una partita Scudetto alla portata del Napoli che aveva da poco battuto i Campioni d’Europa, e invece ora dobbiamo preoccuparci di una realtà ben diversa che non ci rende sicuri di affrontare nessuna squadra.

Nel frattempo, lo spogliatoio dei partenopei ribolle tra malumori e mal di pancia, e tengono sempre banco le questioni rinnovi di Callejon e Mertens, ai quali si aggiunge la non convocazione di Allan (scappato dallo San Paolo alla sostituzione in Napoli-Fiorentina) che sa tanto di scelta punitiva. Nemmeno la decisione della squadra di andare in ritiro per una sola notte è stata una mossa indovinata e ha fatto ovviamente discutere, una confusione totale che non lascia grandi speranze per il futuro prossimo dei partenopei.

PROBABILI FORMAZIONI:

NAPOLI (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Manolas, Luperto, Mario Rui; Lobotka, Demme, Zielinski; Lozano, Milik, Insigne. A disp.: Ospina, Karnezis, Hysaj, Tonelli, Elmas, Ruiz, Callejon, Leandrinho, Llorente. All.: Gattuso.

LAZIO (3-5-2): Strakosha; Bastos, Luiz Felipe, Acerbi; Lazzari, Milinkovic, Leiva, Parolo, Jony; Immobile, Caicedo. A disp.: Proto, Guerrieri, Radu, Patric, Vavro, Silva, Berisha, A. Anderson, Lulic, Correa, Adekanye. All.: Inzaghi.

ARBITRO: Massa di Imperia.

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