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Torino-Napoli a reti inviolate, non basta il 4-3-3 dei sapientoni

Il Napoli perde per strada altri punti pareggiando a Torino contro i granata con il secondo 0-0 consecutivo dopo quello di Genk. Ancelotti ha lanciato il 4-3-3 accontentando chi gli muoveva la critica del modulo e della posizione di Lozano, ma almeno per quest’ultimo non è servito a nulla. El Chucky fin ora sta terrorizzando solo sé stesso, sembrando assolutamente fuori dalla manovra e non in sintonia con i compagni. Il messicano prova qualche spunto ma poi goffamente inciampa o perde palla, un’incredibile involuzione dopo i 45 minuti di prepotenza contro la Juventus, e se la posizione di attaccante era un alibi viste le sue propensioni da ala pura, ora che è stato spostato largo a destra nei tre di attacco ha comunque fallito miseramente. Indubbiamente ci vuole tempo e non bisogna subito etichettare calciatori che hanno un talento indiscusso ma che per mille ragioni non riescono ad esprimerlo da subito,il Napoli e Napoli però stanno esaurendo il tempo a disposizione di Lozano.

La grande qualità che si è vista nel primo tempo non ha portato però i frutti sperati, creando una sola palla gol importante e due tiri molto pericolosi, dove gli azzurri in campo sembravano molto concentrati e vogliosi, andando a pressare alto e giocando con personalità. Ma nel calcio bisogna fare gol per vincere le partite, così il Napoli si è spento nella ripresa e solo qualche sussulto di Llorente, entrato a fare coppia con Mertens in un 4-4-2, ha svegliato l’orgoglio partenopeo provando il solito assalto finale inconcludente come a Genk. Contro il Torino però le azioni pericolose create sono state davvero poche, anche per mezzo del temperamento e del carattere combattivo di Belotti e compagni, disposti ottimamente da mister Mazzarri.

Ancelotti analizza il match complimentandosi per l’impegno dei suoi ma constatando la poca efficacia in fase offensiva previa un po' di timidezza nel cercare di proporre azioni pericolose, e sottolinea una certa inversione di tendenza nelle fasi. In effetti ad inizio campionato il Napoli aveva lacune in difesa ma concretizzava tanto davanti, ora succede il contrario e quindi bisogna trovare il giusto equilibrio. Carletto infine trova il modo di coccolare Lozano e di rimandare il giudizio al termine di un nomale periodo di adattamento.

Nel frattempo, però i punti per strada persi incominciano ad essere troppi per chi vuole ambire a vincere o almeno a lottare per farlo.

Le poche note positive della partita sono sicuramente la conferma di un Fabian Ruiz in grado di disegnare calcio e un sempre più solido e prepotente Di Lorenzo, entrambi freschi di convocazione nelle rispettive Nazionali, per le quali il campionato si ferma e ripartirà tra 15 giorni, sperando che gli azzurri possano tornare carichi per cambiare una stagione troppo simile alle altre non vincenti.

TORINO (3-5-2): Sirigu; Izzo, Nkoulou, Lyanco; Ansaldi, Baselli (71' Meité), Rincon, Lukic (84' Aina), Laxalt; Verdi (88' I. Falque), Belotti.

NAPOLI (4-4-2): Meret; Di Lorenzo, Manolas, Luperto, Hysaj (34' Ghoulam); Ruiz, Allan, Zielinski, Lozano (61' Callejon); Mertens, Insigne (67' Llorente).

ARBITRO: Doveri di Roma1.

NOTE: Ammoniti Lukic (T); Lozano, Luperto (N). Recupero 2'pt - 4'st. Calci d'angolo 4-5.

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