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Insigne e Ancelotti, riprendetevi Torino

Sono passati pochi giorni dalla delusione in Champions contro il Genk, ma il Napoli ha subito un impegno delicato a Torino contro i granata domenica alle 18:00 per poi fermarsi per la sosta per le Nazionali.
Ci si arriva con una scia di malcontento e polemiche per i punti persi con squadre nettamente inferiori, Cagliari e Genk, e per le scelte di Ancelotti, salito sul banco degli imputati dopo la clamorosa esclusione del capitano Lorenzo Insigne di martedì in Champions League. A difesa di Mister Carlo c’è da sottolineare che quando produci 7-8 palle gol nitide in ogni partita ma poi realizzi poco o nulla, la colpa non può essere attribuita al tecnico, bensì all’imprecisione degli interpreti (Milik su tutti) e alla mala sorte. D’altro canto, le scelte di formazione, il turnover continuo che sembra non dare una solidità alla squadra e il caso Insigne, sono aspetti che forse, gestiti diversamente, potevano portare a meno imbarazzi nelle partite da vincere senza se e senza ma. Sia chiaro ora non bisogna assolutamente mettere in discussione un grandissimo come Ancelotti e considerare brocchi i nostri calciatori, come, soprattutto per quanto riguarda il mister, molti addetti ai lavori hanno fatto, covando il momento per poter riemergere dai loro malcontenti a prescindere (le vedovelle sarriane). Una volta per tutte smettiamola di parlare di moduli adatti o non al Napoli, o almeno fin quando ci sarà Ancelotti che ha dimostrato più volte che, come intende lui il calcio e come lo sviluppano le su squadre, in fase propositiva diventa tutto dinamico e non fisso. Infatti, partendo da un 4-4-2 in fase di non possesso, durante la partita a seconda dei momenti e degli avversari, abbiamo visto manovre svilupparsi con il 4-2-3-1, 4-1-4-1,4-2-4 e anche il tanto osannato 4-3-3 di sarriana memoria.
Ovviamente Ancelotti dovrà rivedere alcune scelte e strategie, perché se è vero che il turnover di inizio stagione viene fatto esclusivamente per mettere minuti nelle gambe di tutti i componenti della rosa, è anche vero che ci sono calciatori, in zone nevralgiche del campo, che forse al meno all’inizio è meglio non ruotino, dando così certezze in più anche ai compagni in aspetti quali affiatamento e personalità.
Sul caso Insigne, seppur rientrato immediatamente, considerando il suo impiego dal primo minuto contro il Torino, ci sarebbe da fare un discorso parallelo al mero disquisire sulla diatriba per la posizione in campo. Potrebbe essere più un segnale di insoddisfazione di Lorenzo come di Mertens quando recentemente in più di un’occasione, il belga, si è detto deluso sia per la vittoria di misura sul Brescia che per i punti persi con Cagliari e Genk. Ecco questo aspetto di essere consapevoli di ripetere gli stessi errori, avendo invece la possibilità concreta di conquistare qualcosa di importante e tanto rincorso in questi anni, potrebbe essere stata la miccia che ha portato allo scontro tra Insigne e il Ancelotti. Ma se le motivazioni fossero queste e lo spirito animato da quel tipo di pensiero, allora addirittura potrebbe scaturirne un patto e un’unione di intenti più forte che mai, incanalate verso un unico obiettivo, che da ossessione possa diventare gioiosa realtà… Vincere.
Lorè e Carlè iniziamo da Torino, insieme arrabbiati e vincenti.

Probabili formazioni:
TORINO (3-5-1-1): Sirigu; Izzo, Nkoulou, Lyanco; De Sivestri, Baselli, Rincon, Meité, Ansaldi; Verdi; Belotti. ALL.: Mazzarri.
A DISP.: Rosati, Ujkani, Djidji, Bonifazi, Aina, Laxalt, Lukic, Millico, Edera, Berenguer, Iago Falque.
INDISPONIBILI: Zaza.
NAPOLI (4-4-2): Meret; Di Lorenzo, Manolas, Luperto, Ghoulam; Callejon, Fabian Ruiz, Zielinski, Insigne; Mertens, Llorente. ALL.: Ancelotti.
A DISP.: Ospina, Karnezis, Hysaj, Tonelli, Malcuit, Allan, Elmas, Gaetano, Lozano, Younes, Milik.
INDISPONIBILI: Mario Rui, Maksimovic.

 

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