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Redazione

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M5S, Saiello: “Vertenza lavoratori Polla Caggiano depositata interrogazione”

La vertenza degli operai dell’impianto di depurazione di Polla Caggiano rappresenta un caso più unico che raro. Nonostante una legge regionale salvaguardi il passaggio di cantiere dei lavoratori, la Consac non ha rispettato procedure e parametri contrattuali che avrebbero previsto, a seguito del licenziamento, la riassunzione degli operai. Supportati dai rappresentanti dei sindacati, i lavoratori hanno ora deciso di riunirsi in un’assemblea permanente con un presidio a Caggiano, finalizzato a sensibilizzare la Giunta Regionale ad applicare l’art. 23 della legge regionale 15/2015 che regola il trasferimento delle opere e dei lavoratori”. Così il consigliere regionale M5S e componente della Commissione Attività produttive Gennaro Saiello, che ha depositato un’interrogazione sulla vertenza dei lavoratori dell’impianto acquedottistico di Caggiano. Impianto di proprietà della Regione e inizialmente gestito dalla Gea spa, cui è subentrata la Consac.

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M5S, Ciarambino: De Luca offende i medici per difendere le nomine clientelari

"E’ a tal punto palese la gestione clientelare delle nomine di De Luca nella sanità, che lo stesso governatore non trova più argomenti per respingere le accuse al mittente, sfociando nell’arroganza a cui ci ha abituati e ricorrendo a toni e modi ben distanti dall’istituzione che dovrebbe rappresentare, segno della sua evidente difficoltà. Sarebbe riduttivo definire vergognoso lo spettacolo di ieri mattina, con il presidente della Giunta regionale che accusa e manca di rispetto a una platea di medici che esercitano quotidianamente la loro professione in vere e proprie trincee di guerra piuttosto che in presidi sanitari. Professionisti che si sono limitati a constatare ciò che da tempo è sotto gli occhi di tutti. Ovvero, che i manager nominati e strapagati dal governatore della Campania sono sempre gli stessi e sono stati scelti senza alcun criterio di trasparenza nè di merito. Dirigenti e manager accusati dagli stessi medici di aver contribuito ad affossare ulteriormente l’intero comparto, eppure premiati da De Luca con aumenti da capogiro con un blitz sotto il sole di agosto. Superdirigenti finiti spesso nel mirino della magistratura o rimossi perché sprovvisti dei requisiti necessari per ricoprire quell’incarico. De Luca ieri mattina ha dichiarato di assumersi tutta la responsabilità delle sue nomine. Come intende farlo visti i suoi manager arrestati, rimossi per mancanza di titoli e comunque responsabili del degrado in cui versa la sanità campana? Venga immediatamente in aula a riferire sugli "strabilianti" risultati dei suoi direttori. Oggi la gestione della sanità di De Luca è stata definitivamente smascherata nella sua totale inadeguatezza da tutti gli intervenuti, dall'Agenas, ai rappresentanti dei lavoratori e agli stessi medici”.

 

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Straordinari nei presidi ospedalieri del “Ruggi d’Aragona” di Salerno, la Cisl chiede chiarezza a Longo

Chiarezza sul lavoro straordinario nei presidi ospedalieri dell’azienda “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno. A chiederlo sono i sindacalisti della Cisl, Gaetano Biondino, Francesco Cesarano, Giuseppe Cicalese, Giovanni Della Porta, Felice De Santis, Angelo Montone, Vito Pumpo e Gaetano Tortora, al direttore generale dell’azienda di via San Leonardo, Giuseppe Longo, per porre fine all’estremo disagio che il fenomeno sta portando tra tutti i lavoratori. “Fermo restante che gli eventuali limiti imposti dall’articolo 34 sono ordinatori e non perentori, indicati a tutela degli operatori interessati, resta in capo all’azienda il dover garantire l’espletamento dei livelli essenziali di assistenza nell’ambito del rispetto delle norme legislative e contrattuali vigenti, non essendo in capo al singolo operatore ovvero ai coordinatori del comparto, poter liberamente disporre dell’organizzazione del lavoro, perseguendo con libero arbitrio e con propria autonoma determinazione  l’articolazione delle attività ritenute indispensabili e non procrastinabili”, hanno spiegato gli esponenti sindacali nella nota. I rappresentanti sindacali hanno ricordato al manager del “Ruggi” che la norma contrattuale si riferisce a un istituto contrattuale ipotizzato nel periodo che va dal 1998 al 2001 e, pertanto, risale a quasi 20 anni fa dalla sua determinazione presumendo, all’epoca, che la forza lavoro del periodo era fortemente caratterizzate da una idonea congruenza tra fabbisogno assistenziale e dotazione organica, al fine di garantire l’espletamento di tutte le attività. “Oramai la frittata è fatta e purtroppo non si possono fare le nozze con i fichi secchi. Non volendo polemizzare ulteriormente sulla contraddizione logico-storica della disposizione, atteso che le attuali dotazioni organiche sono enormemente sottostimate rispetto al fabbisogno, non solo in relazione agli obiettivi prospettici individuati nel piano aziendale, ma nel concreto anche in relazione a quelli essenziali riferiti al mantenimento degli attuali livelli minimi assistenziali, si invita ad elaborare elementi correttivi del disposto, al fine di rispristinare tranquillità tra gli addetti ed operatori tutti”, hanno precisato i sindacalisti. “Infatti, qualora si ritenga di non poter intervenire sull’ottimizzazione delle risorse umane e in presenza di scarsezza di risorse, l’elemento essenziale su cui poter intervenire è la riorganizzazione dei servizi, responsabilità unicamente delegata al management aziendale, nel mentre quella politica resta in capo a quanti continuano a poter ipotizzare che la sanità possa essere gestita con tagli lineari e contenimenti di spesa. Pertanto, ognuno per le proprie competenze, invece di elaborare editti finalizzati ad esclusiva e personale tutela su eventuali responsabilità economiche, si attivi a predisporre atti tesi a superare le difficoltà, a garanzia dei livelli minimi assistenziali, che purtroppo allo stato si possono assicurare, solo ed esclusivamente o con il grave e forte sacrificio dei lavoratori che continueranno ad assoggettarsi, nel quotidiano e fino a completo superamento delle carenze conclamate di organico, ad estenuanti e non più sostenibili turni di lavoro, con incommensurabile perdita della propria dignità lavorativa, purtroppo in deroga a tutte le civili norme e istituti contrattuali esistenti, oppure con un immediato reclutamento straordinario di personale a tempo determinato e indeterminato”. Da qui la richiesta al direttore Longo “a mettere un po’ di ordine e a elaborare un piano di ristrutturazione aziendale finalizzato alla razionalizzazione delle attività, riduzione dei servizi e adeguamento degli obiettivi alla capacità produttiva al netto del debito orario di ogni lavoratore operante in azienda.

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Vincenzo Inverso. Finalmente la sindaca è favorevole all’impianto di Compostaggio

Non si fa attendere la replica del coordinatore provinciale dei Centristi x l’Europa, Vincenzo Inverso, alle accuse della sindaca Francese mosse al ministro dell’ambiente Galletti in una nota stampa. “Finalmente apprendiamo – risponde Inverso al primo cittadino di Battipaglia - che pure la Sindaca è a favore dell’impianto di compostaggio. E’ questa mi sembra la vera e buona notizia”. Il centrista, che è fautore della venuta a Salerno del ministro dell’Ambiente, il quale ha preso impegno di rilanciare l’habitat di Battipaglia e dell’intera piana del Sele di concerto con la Regione Campania. Si è impegnato ad un ristoro serio e concreto nei confronti di quelle comunità che in passato ha subito un danno ambientale; Galletti s’è detto disponibile a porre in essere azioni serie ed a confrontarsi sul problema. “Quello che dovrebbe capire – continua Inverso - adesso è che, come ribadito anche dal ministro, parliamo di rifiuti organici, cioè scarti di cucine domestiche e non di scarti industriali. Tutto il resto è strumentalizzazione e tentativo di trascinare il Ministro nelle piccole e povere beghe locali. Il Ministro ha risposto con grande senso di responsabilità istituzionale,  anche perché sollecitato fortemente dal territorio. Ecco perché, dopo aver sentito tutti, (la Francese invitata purtroppo era assente), cerca con la convocazione di un tavolo Ministeriale di garantire al massimo le popolazioni di Eboli e Battipaglia e tutto il territorio della Piana del Sele”. Galletti arriva finanche a tentare di recuperare il protocollo che altri nel 2002 hanno firmato, sottoscritto e non mantenuto . “La Sindaca Francese – conclude Enzo Inverso - recuperi il senso della responsabilità, delle istituzioni e della ragione, e lavori con noi a costruire ponti e non muri”.

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