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Redazione

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Salerno, rissa tra detenuti nel carcere di Fuorni

Ennesimo fatto di cronaca all’interno della casa circondariale di Fuorni a Salerno. Nella mattinata di sabato un gruppo di detenuti salernitani e napoletani sono quasi venuti a contatto rischiando di scatenare una maxi rissa.

A darne notizia Emilio Fattorello, segretario nazionale per la Campania del Sappe (Sindacato della polizia penitenziaria). Ad evitare il peggio e che la situazione degenerasse il tempestivo intervento degli Agenti della Polizia Penitenziaria che ha impedito che i due gruppi si fronteggiassero apertamente. Dopo che uno di questi aveva sfondato un cancello. Nel corso della ressa nel tentativo di placare gli animi e tenere a bada i detenuti, un Agente è rimasto ferito ed ha divuto fare ricorso alle cure dei sanitari. Gli stessi hanno dato 10 giorni di prognosi.

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Tragedia nel salernitano, si schianta contro albero: morto uomo

 Un tragico incidente si è verificato questa mattina a Colliano, nella Valle del Sele, dove un70enne si è schiantato con la sua auto contro un albero ed ha perso la vita.  La vittima, un ex collaboratore scolastico che aveva prestato servizio in diverse scuole del Cratere ed era residente a Colliano. Stava viaggiando a bordo della sua auto in località Bisigliano per rientrare in paese. Quando, per cause in corso di accertamento, ha perso il controllo del veicolo e si è schiantato contro un albero adiacente alla strada comunale. Immediato l’arrivo sul posto dei sanitari del 118 che hanno tentato di rianimare l’automobilista. Non si escluderebbe, da una prima ricostruzione, l’ipotesi di un malore.

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Niente prospettive per l’area ex Copmes dopo il fallimento della “Scafati Sviluppo

L’accusa di Francesco Carotenuto di “Scafati Arancione”: “Tutta colpa della giunta comunale guidata da Pasquale Aliberti. Oggi facciamo i conti con le macerie”.

«L’ex Copmes è un altro esempio dell’inefficienza amministrativa dell’ex giunta guidata da Pasquale Aliberti. Noi ci batteremo per il suo rilancio e rilanciamo l’idea della concessione gratuita agli imprenditori». Francesco Carotenuto ribadisce la linea dura di Scafati Arancione nei confronti delle grandi incompiute che hanno visto la luce nel Comune dell’Agro. Il progetto della ex Copmes in via Domenico Catalano, in tal senso, è un’opera che fu presentata come una svolta per l’imprenditoria locale, per poi arenarsi e tramontare definitivamente con il fallimento della Scafati Sviluppo, società interinale di Palazzo Mayer che cui venne affidato il piano di riqualificazione dell’area. Alla base un investimento di 30 milioni di euro. Si iniziò con la realizzazione del lotto C di 2500 metri quadri, per poi mettere mano faticosamente ai 7mila metri quadri del lotto B. Vennero invece stralciati, e rimandati ad un ulteriore progetto, gli interventi relativi ai 4000 metri quadri del lotto A. L’opera fu presentata in pompa magna dall’ex amministrazione di Pasquale Aliberti come una rivincita per le imprese locali e una tappa importante nella lotta contro la malavita organizzata, con l’inaugurazione dei nove capannoni del lotto C avvenuta nel maggio 2016. Eppure, proprio nel momento in cui la riqualificazione sarebbe dovuta partire, si andò incontro ad uno stallo che prosegue ancora oggi sotto l’egida della commissione straordinaria. «Ancora una volta, quella che era attesa come una chance importante per la nostra città, si è trasformata nell’ennesima promessa non mantenuta dell’ultima amministrazione comunale scafatese - accusa Carotenuto - Un progetto che non ha mai realmente preso quota, e per giunta offuscato da molte ombre». Il caso dell’ex Copmes, infatti, insieme alla Scafati Sviluppo, finì anche al centro dell’inchiesta condotta dalla Procura Antimafia di Salerno, con l’iscrizione al registro degli indagati di dirigenti comunali che collaborarono al progetto e accertamenti sull’utilizzo dei fondi (18 milioni solo per il primo lotto). Nell’aprile 2017 l’ultima tegola con il default della società partecipata del Comune, decretato dalla sezione fallimentare del Tribunale di Nocera Inferiore, che ha sancito il blocco definitivo del progetto. Scafati Arancione lancia il suo appello alla commissione straordinaria: «E’ necessario rimettere mano alla ex Copmes per non rendere vano il lavoro già svolto», esorta Carotenuto, che contemporaneamente rilancia l’idea del gruppo: «Tempo fa proponemmo di concedere l’area gratis alle piccole e medie imprese artigianali che garantissero lavoro e assunzioni. Sarebbe un modo utile per recuperare il tempo perduto e tendere la mano alle realtà imprenditoriali del nostro territorio».

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Delocalizzazione delle Fonderie Pisano di Salerno, la richiesta di Gigi Vicinanza della Cisal provinciale ai vertici del Pd salernitano

 Chiedo alla segreteria provinciale del Pd di estromettere dal proprio partito tutti gli amministratori del territorio, ovviamente tesserati dem, che ostacoleranno la delocalizzazione delle Fonderie Pisano di Salerno”. E’ dura la richiesta di Gigi Vicinanza, sindacalista della Cisal provinciale al segretario dei democrat salernitani, Vincenzo Luciano, e al Governatore campano, Vincenzo De Luca, che pretende una presa di posizione dei piani alti della politica locale contro chi continua a dire no alla delocalizzazione dell’opificio salernitano. “E’ una vergogna sentire un politico che vuole bloccare lo sviluppo di un territorio, che non s’interessa di salvaguardare i posti di lavoro e tutelare il relativo indotto. Dietro queste barricate ci sono solo fini elettorali e nient’altro”, ha continuato. “Se il Pd non si schiererà sui propri esponenti sono altrettanto responsabili in questa vicenda, che vede vittime, in egual misura, cittadini e operai. Non si può parlare di lavoro e occupazione solo in campagna elettorale, per poi dimenticarsene quando c’è da difendere il bottino di voti conquistato nelle ultime elezioni. Lo ritengo un comportamento vergognoso, una mancanza di rispetto per i cittadini. Questi politici nascondono la verità: la nuova tecnologia non porterà le “Fonderie 2.0” a essere inquinanti rispetto al passato. Sull’opificio di Fratte siamo tutti d’accordo nel dire che ha causato problemi ed è stata concausa in questioni in questo momento al vaglio della magistratura. Ma chiuso quello stabilimento adesso bisogna aiutare gli imprenditori a fare impresa, nel rispetto delle regole che, per colpa della politica degli ultimi 20 anni, non sono mai state rispettate. Ecco perché chiedo al Pd di isolare chi usa le istituzioni per fare le battaglie di quartiere. Se le Fonderie dovranno avere sede a Buccino sarà così, se dovranno sorgere all’interno del Parco nazionale del Cilento e del Vallo di Diano sarà così. Non si può pensare di dimenticarsi degli operai per i propri tornaconti elettorali. Mi auguro un presa di posizione forte da Luciano e De Luca”.                  

 

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