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Storia politica del comune di Battipaglia, da Alfonso Menna a Giovanni Santomauro

A sinistra Alfonso Menna A sinistra Alfonso Menna

ll comunista Moncharmont è il primo sindaco eletto democraticamente

Quando sorge il comune di Battipaglia? La risposta è molto semplice per chi nutre un minimo d’interesse per il territorio in cui vive: nel 1929, con Regio Decreto n. 623 emanato dal Re d’Italia Vittorio Emanuele III. Solo per rispolverare la memoria storica dobbiamo ricordare: prima del 28 marzo del 1929 Battipaglia, per quella parte di territorio a sinistra del fiume Tusciano, ricadeva nel comune di Eboli; invece, per quella parte di territorio a destra del fiume Tusciano rientrava nella “giurisdizione” del comune di Montecorvino Rovella. La prefettura di Salerno nominò a Commissario del Comune Alfonso Menna. Grazie alla sua lungimiranza l’ente locale ha avuto un rapido sviluppo, facendo costruire numerose opere pubbliche: l’acquedotto, il mattatoio, la scuola E. De Amicis, col piazzale davanti per il mercato, piazza Conforti, via Roma, via Mazzini, il cimitero e le fognature.  Istituisce in pochi anni la Polizia Urbana e Rurale, un medico sanitario e due condotti. Gli succedono i podestà: l’avv. Mario D’Elia, l’avv. Teodoro De Vitiis e Pasquale Rago. Il Comune di Battipaglia in breve tempo diventa uno dei centri economici più importanti della provincia di Salerno, capo fila per l’agricoltura, per la trasformazione delle conserve, per l’industria dello zucchero e per la produzione della mozzarella. Lo sviluppo economico e la crescita del territorio vengono azzerati dai bombardamenti dell’ottobre del 1943, il territorio è raso letteralmente al suolo. Dopo la Seconda guerra mondiale, Battipaglia risorge rapidamente: rilanciando l’agricoltura, l’industria dei prodotti ortofrutticoli, il commercio dell’olio e di altri generi alimentari di prima necessità. Con la cacciata dei tedeschi il Governo nominò commissario comunale l’industriale Primo Baratta, formando la giunta dei partiti del Comitato di Liberazione Nazionale. Nell’esecutivo cittadino entrarono a far parte: Italo Rocco, Mario Guarracino e Don Luca Tortorella (Democrazia Cristiana); Ezio De Sia del partito Liberale Italiano; Guido Turco della Democrazia del Lavoro; Femmina Vincenzo del partito d’Azione; Licio Petrone del partito Socialista; Castellano del partito Comunista.  Da questo momento gli abitanti di Battipaglia si organizzano per analizzare sempre più attentamente i problemi politici ed amministrativi. Si delineano gli operai, i braccianti agricoli, i commercianti, i professionisti, i piccoli imprenditori, nascono i sindacati ed i partiti politici. In questi anni di crescita c’è un forte scontro politico tra forze di destra e forze di sinistra, una acerrima battaglia per la gestione del potere. Le prime elezioni democratiche nel 1946, con il sistema maggioritario, vengono vinte dal candidato sindaco comunista Renato Moncharmont. Nei primi anni Cinquanta viene eletto il sindaco Lorenzo Rago, militante prima dell’Uomo Qualunque e successivamente del PSI, esperienza politica e di governo che resterà per sempre segnata nella storia dei battipagliesi. Lorenzo Rago, infatti, svanirà nel nulla il 20 gennaio del 1953. 

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