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Anno 1954, Antonio De Vita (DC) succede al sindaco scomparso Lorenzo Rago

Alla caduta amministrativa del prof. Francesco Crudele segue una profonda crisi

Nel 1954 viene eletto a primo cittadino Antonio De Vita della Democrazia Cristiana, espressione del centro destra, contrapponendosi al governo di centro sinistra uscito malamente dalla misteriosa scomparsa del sindaco Lorenzo Rago. De Vita cercò di incanalare la forte spinta dell’attività edilizia dentro le norme del regolamento edilizio. Fino al 1958 si riesce a governare il fenomeno della speculazione edilizia dopodiché scoppia la corsa all’accaparramento dei terreni ed i palazzi spuntano come funghi. Nel 1963 viene eletto sindaco il dottor Domenico Vicinanza, la nuova giunta espressione di centro sinistra riesce a portare a Battipaglia lo stabilimento della Birra Whurer, oggi chiusa, ed ottenne il finanziamento del primo lotto dell’ospedale Santa Maria della Speranza, completato solo nel 1980. La Giunta Vicinanza avvia la richiesta di finanziamento per la costruzione del sottopassaggio ferroviario per ricongiungere il rione Taverna al cuore urbano della città diviso dalla strada ferrata e da un passaggio a livello sempre chiuso. Tra gli anni Sessanta e Settanta gli uomini del partito della Democrazia Cristiana continuano ad amministrare e Battipaglia ha un notevole incremento demografico. La popolazione passa dai 20mila ai quasi 40mila abitanti: è il risultato dei tanti palazzi costruiti, dello sviluppo economico e soprattutto del miraggio industriale che nutrono gli immigrati delle aree interne. Nel 1966 viene eletto a sindaco il prof. Francesco Crudele della Democrazia Cristiana, a capo di un’amministrazione di centro sinistra. Il suo fu un mandato difficile: il piano regolatore generale non era stato ancora approvato, perciò, risultò molto complesso costringere gli imprenditori edili a lavorare nei limiti fissati dal rigido e sorpassato regolamento edilizio del 1934. Il governo locale del prof. Francesco Crudele cadde per contrasti interni al partito della Democrazia Cristiana e seguì un periodo molto travagliato nella storia delle amministrazioni comunali di Battipaglia, nel corso del quale si avvicendarono – per breve tempo – alla carica di sindaco: Matteo Barra, Sabato Mellone, e di nuovo il dottor Vicinanza. Nel frattempo alla forte crisi politica amministrativa si affiancò anche la crisi economica, colpendo a morte la città, con la chiusura dello Zuccherificio, dello stabilimento di Baratta e della Gambardella-Rago, si ritrovarono senza lavoro migliaia di persone.     

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