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Battipagliese. Regaliamo gioie, salite sulla giostra, é gratis!... l’opinione di Andrea Laganà

  • Scritto da Andrea Laganà
  • Pubblicato in Sport
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Il calcio è uno sport meraviglioso perché dà diritto di parola a tutti, ma proprio a tutti. Ora come ora siamo una polveriera. Un battito di ciglia può causare un tornado. Una mezza parola fuori posto può causare una catastrofe. Palmentieri in un’intervista ha parlato di “remuntada” (titolo forzato dal giornale). E apriti cielo. Ci sta la contestazione, ci sta tutta. Siamo tutti arrabbiati, tutti, nessuno escluso. Ricevo continuamente messaggi sinceri di desolazione, scoramento, anche da parte di qualche “nemico”. Tutti hanno una soluzione, tutti hanno una spiegazione, tutti hanno il nome del colpevole di tutto questo sfracello: Mario Palmentieri. Ci provo con tutte le forze ad essere imparziale e allora ammetto candidamente che Palmentieri ha investito male i suoi soldi, malissimo. La gestione di questa società ha dei numeri esorbitanti, sconsiderati. Eppure…5 punti in classifica, ultimo posto. Roba da non crederci. La proiezione dei soldi spesi e quelli che saranno spesi da qui alla fine della stagione regalerebbero senza ansie una quarta serie a vincere. E non scherzo. Certo, Palmentieri ha sbagliato. Lui paga e sbaglia. E’ facile ammettere che doveva dichiarare il suo budget, darlo in mano ad un direttore sportivo o ad un allenatore/direttore sportivo, dargli la possibilità di fare la squadra liberamente e sedersi comodamente in tribuna la domenica a guardare le partite. Lo facevamo sedere in mezzo tra me e Fabiano. Ci stringevamo, nessun problema. E invece quest’anno è arrivato “tizio” e ha suggerito “pinco pallino”, è arrivato “il guardiano del campo” e ha suggerito “Asdrubale”, è arrivato lo “scienziato” e ha portato l’amico di un amico. Cosa ha portato questo modo di fare calcio? Regalare gioie un po’ a tutti. La vittoria della Virtus Avellino di domenica è paragonabile a quella della Cavese con il Milan o a quella sfiorata dal Benevento con la Juve. A distanza di 30 anni sotto i portici di Cava ancora si parla di quella impresa. Tra 30 anni a San Michele di Serino si parlerà di questa vittoria. La rivoluzione attesa a dicembre provocherà uno scossone non da poco. Si proverà a risalire la china, piano piano. Non sarà facile ma si proverà a farlo. Ho fiducia in Pasquale Santosuosso. Che ci posso fare, è più forte di me. Credo in lui nonostante le vagonate di merda che gli stanno buttando addosso pseudo addetti ai lavori che lo danno per “bollito”, “vecchio”, “rimbambito”, “suonato”. Si sciacquassero la bocca costoro e portassero i loro “allenatori sponsorizzati” a svernare in cima alla montagna. Mi tengo Pasquale. Il resto, come direbbe Lucio, “me lo riservo”….

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