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Casoni Doria. Legambiente: doppia ferita per la rinuncia della Giunta all'acquisto

La delibera sul mancato esercizio del diritto di prelazione per l’acquisto dei Casoni Doria approvata dalla Giunta Comunale nei giorni scorsi rappresenta una doppia ferita per la nostra città. Pensare che una delle poche strutture storiche che abbiamo non valga neanche 20.000 Euro per il nostro comune è un dato che deve farci riflettere tutti. Qualunque comunità difende la propria storia e cerca attraverso le strutture antiche di presentare progetti per ottenere finanziamenti. Il comune di Battipaglia non solo dichiara di non poter far fronte ad una spesa di 20.000 Euro, cifra di certo non proibitiva, ma non risulta neanche aver posto in essere tentativi per accedere a finanziamenti presso enti pubblici sovracomunali, per salvaguardare una struttura sulla quale vi è un vincolo della Sovrintendenza ai Beni Culturali. La seconda ferita è rappresentata dalla modalità con la quale si è deciso di non esercitare il diritto di prelazione sulla struttura. Si è posta in essere una delibera di giunta invece di portare la decisione al consiglio comunale, organo di diretta espressione della volontà popolare. Noi non siamo avvocati, ma facciamo notare che l’art 42 del Testo Unico sugli Enti Locali attribuisce la competenza esclusiva in materia di acquisti e vendita degli immobili al Consiglio Comunale e non alla Giunta. Per noi però il problema non è tanto questo, anche perché magari la Giunta riuscirà a trovare un cavillo per giustificare legalmente la sua competenza sul caso. La cosa che ci ha fatto male come battipagliesi è quella di non aver nemmeno provato a difendere un edificio che come pochi altri rappresenta la nostra comunità. E per noi di Legambiente Battipaglia il rammarico è se possibile maggiore, avendo noi difeso strenuamente davanti al TAR i Casoni da chi voleva abbatterli: se sono ancora lì, un po’ è anche merito nostro. Infine segnaliamo che la legge prevede che i sessanta giorni per l’esercizio del diritto di prelazione decorrono dal momento in cui il privato ha comunicato l’atto di compravendita alla sovrintendenza. Dunque il comune avrebbe ancora tempo per esercitarlo, magari annullando la delibera e prendendosi un po’ di tempo per portare il tutto al consiglio comunale. Sarebbe un bel segnale per tutta la nostra comunità.

Legambiente - Battipaglia

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