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Battipaglia. Processo ai lavoratori ex Alcatel, tutto da rifare. Accolta la questione preliminare dei difensori

Tutto da rifare per gli ex lavoratori Alcatel imputati dinanzi al Tribunale Monocratico di Salerno per una sfilza di reati contestati per i fatti del 10 settembre del 2014, quando vi fu la manifestazione di protesta contro la chiusura dell’azienda BTP Srl. Il sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Salerno, dottor Antonio Cantarella, concluse le indagini preliminari, citandoli direttamente a giudizio per tre capi d’imputazione: a) artt. 110, 337 – 339 co. C.p., “perché  in concorso tra loro, nel corso della protesta operaia contro la BTP Tecno, ex Alcatel, usavano violenza per opporsi a Giorgio Cerruti, dirigente della polizia locale di Battipaglia, mentre compiva un atto di ufficio, ossia scortare, con un’autovettura di servizio, Vivado Gian Federico e Corsini David Sergio, per allontanarli dal luogo della manifestazione”. b) artt. 110, 582 – 585, in relazione all’art. 576, co. 1, n. 5 bis, “perché in concorso tra loro, cagionavano a Giorgio Cerruti lesioni personali consistite in un trauma facciale con piccole ferite al volto e al polso sx da corpo estraneo (schegge di vetro), stato ansioso reattivo e crisi ipertensiva, con prognosi di 10 giorni”. C) artt. 110, 635, co. 2, in relazione all’art. 625 n. 7, 61, n2, c.p., perché in concorso tra loro, per eseguire i reati di cui al capo A e B, con calci e pugni, danneggiavano il veicolo di proprietà del comune di Battipaglia, provocandone la rottura del finestrino laterale posteriore sx e introflessioni varie al tettuccio lato posteriore, nonché al parafango anteriore e posteriore sx e allo sportello anteriore e posteriore sx”. Stamani la dottoressa Guida ha restituito gli atti alla Procura della Repubblica dichiarandosi incompetente, a seguito della questione preliminare, promossa dai difensori dei 12 imputati, l’avv. Angelo Cutolo del foro di Napoli e l’avv. Carmine Galdi del foro di Salerno, i quali entrambi avevano chiesto al Tribunale di rimettere gli atti all’ufficio del Pubblico Ministero poiché la competenza funzionale per materia doveva essere attribuita al Tribunale in composizione Collegiale e non al Tribunale Monocratico. Pertanto, la Procura dovrà ripartire prima con la richiesta di rinvio a giudizio e solo dopo il decreto che dispone il giudizio per tutti si potrà celebrare il processo dinanzi al Tribunale collegiale.

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