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Postazione fissa Autovelox, illegittimo sulle strade urbane

La Corte di Cassazione con Sentenza del 20giugno 2019 n. 16622 ha stabilito che "Il provvedimento prefettizio di individuazione delle strade lungo le quali è possibile apparecchiature automatiche per il rilevamento della velocità, senza obbligo di fermo immediato per il conducente, può includere soltanto le strade previste dall'art. 2 co. 2  e 3 del D. lgs. 285/1992 e non altre, pertanto deve considerarsi illegittimo il provvedimento prefettizio che abbia autorizzato l'installazione di dette apparecchiature in una strada urbana che non abbia le caratteristiche minime della strada urbana a  scorrimento". La vicenda trae origine da un verbale di accertamento, ricevuta da un automobilista, elevato dalla Polizia Municipale di Firenze in ordine alla violazione dell’art. 142, co. 8, del Codice della Strada, per aver circolato con il proprio veicolo in viale Etruria alla velocità di 76 Km/h, in violazione del limite di 50 km/h vigente su quel tratto di strada. Il Giudice di Pace, a cui si era ricolto il cittadino,  accoglieva l’opposizione al verbale de quo, ma  il Tribunale di Firenze  in riforma della sentenza di primo grado  statuiva, invece, che la qualificazione del viale Etruria come strada di scorrimento era corretta, avendone le caratteristiche strutturali, con la conseguenza che la postazione dell’autovelox fissa e la contestazione differita erano da considerarsi legittimi. A seguito di  tale decisione l’automobilista proponeva ricorso innanzi alla Corte di Cassazione. Preliminarmente si deve osservare che l’utilizzo degli autovelox nei centri urbani è consentito solo con le postazioni mobili alla presenza degli agenti accertatori di polizia, mentre le postazioni fisse ed automatiche possono considerarsi legittime solo su strade urbane a scorrimento, previa autorizzazione del Prefetto. Infatti, il Codice della Strada prevede la contestazione immediata dell’infrazione, tuttavia ammette la contestazione differita solo quando la strada ha caratteristiche tecniche che rendono pericoloso l’arresto del mezzo per la notificazione della violazione.   Nella presente controversia l’oggetto riguarda la definizione di strada urbana a scorrimento, la quale secondo il Codice della Strada si deve intendere una strada a carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico, ciascuna con almeno due corsie di marcia, banchina pavimentata a destra e marciapiedi. La disciplina normativa prevede che mentre nelle autostrade e strade extraurbane principali gli organi di polizia stradale possono utilizzare o installare dispositivi di controllo del traffico (Tutor - Autovelox), in caso di strade extraurbane secondarie e delle strade urbane a scorrimento è necessaria un apposita autorizzazione del Prefetto. In ogni caso tale provvedimento deve osservare i requisiti previsti ex  lege, non potendo il Prefetto  far riferimento a criteri diversi dal Codice della Strada. A tal proposito si evidenzia che si configura come “strada urbana a scorrimento veloce” quella che interessa tutta la strada nella sua interezza e non solo il singolo tratto di essa in prossimità del posizionamento dell’autovelox. La Corte di Cassazione, investita della fattispecie, ha espresso un importante principio, secondo il quale il Prefetto, nell’autorizzare l’installazione di autovelox su strade urbane  a scorrimento veloce, deve verificare nello specifico se tali strade posseggono i requisiti previsti per tutto il tratto stradale e non solo per una parte di essa.In tal caso, l’autorizzazione all’installazione fissa non può essere concessa e gli agenti della Polizia Stradale possono collocare solo postazioni mobili e le contestazioni alle eventuali violazioni al Codice della Strade devono obbligatoriamente essere notificate immediatamente. Per concludere, quando si riceve una  multa per eccesso di velocità, per prima cosa  bisogna accertare la tipologia di strada ove è avvenutala violazione al Codice della Strada, poi verificare se l’infrazione è avvenuta in presenza di una postazione fissa o mobile ed infine ricordare che solo per le prime, aventi le caratteristiche previste ex lege, è possibile la contestazione differita (spedizione postale). Quando non si è in presenza di tali requisiti è possibile impugnare il verbale di accertamento, per aver superato i limiti di circolazione, innanzi all’Autorità Giudiziaria.

 avv. Corrado Spina 

prof. a contratto Università di Salerno

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