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Danni dal dissesto stradale, come chiedere il risarcimento

Strade pubbliche dissestate e danni a persone o cose: come richiedere il risarcimento dei danni ai Comuni per insidia stradale?  Il danneggiato può procedere contro l’Ente proprietario sia per la responsabilità non contrattuale ex art. 2043 c.c. che per quella della custodia di cui all’art. 2051 c.c. Se si contesterà al proprietario della strada la responsabilità ex art. 2043 c.c. l’onere della prova sarà a carico del danneggiato. Dovrà invece provare di aver fatto tutto il possibile per evitare il sinistro il Comune, pertanto si è tratto di un caso fortuito, se si agirà in giudizio per l’omessa custodia (ex art. 2051 cc). La Cassazione, comunque, ha fatto rilevare che non può non essere valutato anche il comportamento del danneggiato nell’impiegare la strada soggetta a custodia. E’ riconosciuto, ormai, che viene contemplato il caso fortuito quando la condotta del danneggiato è idonea ad interrompere il nesso eziologico esistente tra la causa e il danno stesso. La giurisprudenza non condanna il Comune se un pedone di giorno finisce in una buca ben visibile a chiunque poiché viene considerata una condotta colpevole del danneggiato, per una distrazione. Una volta subito il sinistro l’azione di responsabilità nei confronti dell’Ente proprietario della strada si prescrive in cinque anni. Non vi è dubbio che per avviare un procedimento giudiziario contro un Ente sono necessari alcuni elementi di prova: un verbale della polizia locale che attesti il sinistro; i testimoni che hanno assistito all’incidente; le fotografie della buca o di altro che ha cagionato il danno; in caso di lesioni il referto del pronto soccorso con la dichiarazione specifica sull’accaduto; oltre alla quantificazione del danno

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