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Pensioni al minimo, non sono pignorabili

La Suprema corte di Cassazione si è già più volte espressa sul meccanismo del recupero di indebiti mediante trattenute in compensazione da parte dell’Inps. In particolare ha affermato che in materia di indebito previdenziale è consentito all’Ente procedere con il recupero delle somme vantate mediante trattenute in compensazione sulle dovute anche a titolo di pensione o altre indennità, purché non venga superato il limite di un quinto dell’importo dell’indennità assoggettata a trattenuta e venga garantito il trattamento minimo di pensione. Tale regime di compensazione limitato viene ad essere operante anche con riguardo a ratei per arretrati di pensione, oltre che alle ordinarie rate periodiche. La Corte Costituzionale, con sentenza 4 dicembre 2002 n. 506, aveva dichiarato l’incostituzionalità dell’articolo 128 r.g . n1827/1935 convertito, con modificazioni, nella L. n. 1155/1936, e degli artt. 1 e 2, comma 1, Dpr n.180/1950, nella parte in cui escludono la pignorabilità per ogni credito dell’intero ammontare di pensioni, indennità che ne tengono luogo ed altri assegni di quiescenza erogati ai dipendenti dai soggetti individuati dall’art. 1, anziché prevedere l’impignorabilità, con le sole eccezioni previste dalla legge per crediti qualificati, della sola parte delle pensioni, indennità o altri assegni di quiescenza necessaria per assicurare al pensionato mezzi adeguati alle esigenze di vita e la pignorabilità nei limiti del quinto della residua parte. La pignorabilità piena degli arretrati danneggerebbe ingiustamente il pensionato. I Giudici di legittimità affermano che il pensionato che non riceva la pensione nella misura spettante per un determinato periodo di tempo, subendo così un danno, verrebbe ad essere ulteriormente danneggiato ove la somma riconosciutagli a titolo di arretrati pensionistici potesse venir pignorata o trattenuta nella sua interezza, mentre il pensionato che ha sempre percepito correttamente la pensione nella misura massima del quinto. E’ evidente l’incongruenza e la disparità di trattamento che ciò andrebbe a generare.   

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